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Vanessa Nakate, la giovane attivista ugandese contro i cambiamenti climatici

Ottobre 20, 2025

Vanessa Nakate negli ultimi anni rappresenta una delle voci più influenti e necessarie del movimento globale per il clima, portando con sé la prospettiva cruciale del Sud del mondo.

Nata a Kampala, in Uganda, l’attivista ha iniziato il suo percorso in solitaria. Dopo aver conseguito una laurea in economia aziendale presso la Makerere University Business School nel gennaio 2019, l’attivismo climatico è diventato il suo impegno primario. La scintilla che ha acceso la sua determinazione fu un’intensa e prolungata ondata di caldo che colpì l’Uganda, facendole comprendere la gravità e l’immediatezza della crisi.

Ispirata dalle azioni di Greta Thunberg, Vanessa Nakate è diventata la prima attivista ugandese del movimento Fridays for Future. Inizialmente, ha scioperato da sola nelle strade di Kampala, per poi essere affiancata da altri giovani sostenitori. Riconoscendo la necessità di una piattaforma più ampia per le voci africane, ha fondato il “Rise Up Climate Movement” e il “Youth for Future Africa“, movimenti volti a sensibilizzare l’opinione pubblica e a mobilitare l’azione contro il cambiamento climatico in tutto il continente.

La sua azione si concentra non solo sulla protesta, ma anche sulla realizzazione di progetti concreti, come il Green Schools Project, volto a installare pannelli solari nelle scuole ugandesi per ridurre il consumo di legna e le emissioni di gas serra, dimostrando un approccio pragmatico e orientato alla soluzione, ovviamente incentrato sulla Green Economy.

Il legame tra crisi climatica e giustizia sociale

La narrativa di Vanessa Nakate è profondamente radicata nel concetto di giustizia climatica, un principio che sottolinea come i paesi e le comunità che meno hanno contribuito al riscaldamento globale siano quelli che ne subiscono le conseguenze più devastanti.

L’Africa, pur essendo responsabile di una percentuale minima (circa il 3%) delle emissioni globali di CO2, è in prima linea nella sofferenza. L’Uganda e l’Africa Orientale, come molte regioni del continente, sono colpite da eventi estremi sempre più frequenti, come la siccità che provoca carestie e la perdita di raccolti, alternata a inondazioni che distruggono infrastrutture e mezzi di sussistenza. Nakate usa la sua piattaforma per rendere esplicito il collegamento tra la crisi ecologica e le questioni di razza, genere ed equità.

Ha ripetutamente sottolineato che “non si può avere giustizia climatica senza giustizia razziale”. Le donne e le ragazze, in particolare, sono spesso le più colpite, poiché il cambiamento climatico minaccia direttamente l’accesso all’educazione, alla salute e al cibo, aggravando le disuguaglianze esistenti. La sua battaglia non è una questione di mitigazione o adattamento per migliorare la qualità della vita, ma una vera e propria questione di sopravvivenza per milioni di persone.

La risonanza internazionale e l’importanza delle voci africane

L’impegno di Vanessa Nakate ha rapidamente superato i confini nazionali, portandola a partecipare ai principali summit internazionali sul clima, come la COP25 a Madrid e il Forum Economico Mondiale di Davos. Tuttavia, la sua ascesa alla notorietà internazionale è stata segnata da un episodio emblematico e doloroso che ha rafforzato il suo messaggio sulla disparità di trattamento.

Nel gennaio 2020, in occasione del World Economic Forum, l’attivista fu esclusa da una foto scattata dall’Associated Press che ritraeva altri giovani attivisti bianchi, tra cui Greta Thunberg. La sua reazione fu immediata e potente: “Non avete cancellato solo una foto. Avete cancellato un Continente”. Questo episodio sollevò un’ondata di indignazione globale e mise in luce la tendenza dei media occidentali a decentrare o ignorare le voci e le storie provenienti dall’Africa e dal Sud globale. Nakate trasformò l’incidente in un’opportunità per denunciare il “colonialismo climatico“, chiedendo che le narrazioni africane vengano finalmente ascoltate e amplificate senza filtri o tagli.

Il suo impegno e la sua determinazione sono stati ufficialmente riconosciuti a livello globale: è stata inclusa nella lista della BBC delle 100 donne più influenti del 2020, e nel 2022 è stata nominata Goodwill Ambassador dell’UNICEF, incarico che sfrutta per focalizzare l’attenzione sull’impatto della crisi climatica sui bambini e sulle comunità vulnerabili.

Visione politica e richieste per una transizione equa

Oltre a protestare, Vanessa Nakate è impegnata in un dialogo diretto e spesso critico con i leader politici mondiali. La sua visione politica è chiara: l’unica transizione possibile è quella equa.

Nakate chiede che i Paesi più ricchi e maggiormente responsabili delle emissioni smettano immediatamente di investire nei combustibili fossili, un passo ritenuto essenziale affinché le nazioni africane possano realisticamente abbandonare anch’esse questa fonte di energia. L’attivista respinge l’approccio di nazioni esterne che cercano di “fare piani per il continente africano“, sottolineando che l’Africa non è uno Stato unitario, ma un continente composto da 54 Paesi con la saggezza, l’intelligenza e le competenze necessarie per decidere il proprio futuro.

Il suo messaggio è un appello alla responsabilità storica e alla solidarietà autentica, ricordando costantemente che, sebbene tutti siano nella stessa “tempesta” climatica, non tutti sono sulla stessa “barca“. Ha anche pubblicato un libro, intitolato “Aprite gli occhi. La mia lotta per dare una voce alla crisi climatica“, in cui espone il suo percorso e le sue idee, consolidando il suo ruolo di leader nel dibattito sulla sostenibilità e l’equità globale.

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.

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