Ugo Biacchi: il futuro del collezionismo tra arte, innovazione e tradizione

Settembre 10, 2025

In occasione di un evento promosso dalla Fondazione E-Novation, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare il dottor Ugo Biacchi, figura di spicco nel mondo dell’arte e del collezionismo, da anni impegnato a riflettere sul rapporto tra bellezza, cultura e innovazione.

L’incontro si è trasformato in un dialogo intenso e appassionato, nel quale Biacchi ha condiviso la sua visione su temi a lui particolarmente cari, maturata attraverso una lunga esperienza nel settore e una profonda conoscenza delle dinamiche che attraversano il mercato dell’arte.

Lo abbiamo fermato per un’intervista esclusiva, con l’obiettivo di approfondire il ruolo del collezionismo oggi, la sua evoluzione nel tempo e le prospettive future in un’epoca in cui la tecnologia e la comunicazione digitale stanno ridisegnando i confini della cultura.

Ugo Biacchi, figura di spicco nel mondo dell’arte e del collezionismo.

Dottor Biacchi, qual è il ruolo dell’arte e del collezionismo nel mondo di oggi ed in che modo riescono a coniugarsi con l’innovazione?

L’arte ha percorso i secoli, mutando in continuazione, così come sono mutate le figure dei collezionisti. Un tempo erano mecenati illuminati che hanno cambiato la storia, basta pensare ai Medici i ai Papi nei momenti più floridi. Oggi, e’ mutato il rapporto dell’arte con l’investimento dei capitali ed e’ visto come un possibile mercato per salvaguardare il valore del denaro.

Anzi, di speculazione. Il mutare dei tempi riduce il rapporto con i collezionisti veri.

Lei partecipa spesso agli eventi della Fondazione: ci racconta un episodio recente che ha lasciato il segno?

A Milano, invitato al Made in Italy, ho avuto la fortuna di incontrare quelli che ai miei occhi sono gli eredi della Roma antica. Degli artigiani, di livello talmente alto sotto il profilo mentale che riescono a mettere il cuore nel fabbricare prodotti italiani di livello inarrivabile. Basti pensare a chi si è definito falegname e fabbrica mobili utilizzando i legni derivanti dalle palificazioni millenarie della laguna di Venezia.

Lei ha definito il mondo classico un punto di riferimento che non perderà mai valore. Qual è oggi il significato del collezionare arte antica in un mondo che guarda ossessivamente al nuovo?

Significa avere la fortuna di essere, nella propria anima, testimoni di un tempo che se ne va.

Come cambia il collezionismo con l’evolversi della tecnologia e della comunicazione digitale e come resta fedele a se stesso?

Il vero collezionismo diventa materia per pochi, e’ la difesa dell’evoluzione del pensiero dell’uomo dai tempi dell’antica Roma e della Magna Grecia ai tempi moderni. La velocità con cui si sta formando il nuovo modo di pensare renderà inutili le scuole e le famiglie perché non saranno più i modi di trasmissione della cultura. Se guardiamo avanti ci rendiamo conto che chi sta attraversando i continenti completamente privo di una minima forma di tradizione o di cultura, non avrà nessun problema. Dovrà soltanto cercare in quello sterminato contenitore che e’ internet. Dovranno solo imparare ad utilizzare il sistema. La cultura e lo scibile saranno già alla loro portata.

In un’epoca di eccesso visivo e di effimero quanto costa investire oggi nella bellezza?

E’ nutrimento per l’anima dei singoli che non si accontentino di far parte di una società completamente standardizzata.

Quali sfide e opportunità vede per il collezionismo nei prossimi anni? E se potesse lasciare un messaggio alle nuove generazioni di collezionisti quale sarebbe?

Non ho mai vissuto il collezionismo come una sfida. Muta accompagnando nel tempo la nostra anima.

Le nuove generazioni di collezionisti non ci saranno. Verranno convinti dalle varie intelligenze artificiali ad impostare un sentire comune per sopravvivere.

C’è un progetto futuro Suo o della Fondazione che la appassiona particolarmente e di cui ci può parlare?

Non esiste il Sacro Graal universale dei collezionisti. E’ l’arte stessa che muove i nostri passi. E’ stato così finora e sarà così anche in futuro.

Redazione

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