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Substack e il nuovo marketing “lento”

Nell’era digitale che stiamo vivendo caratterizzata dalla velocità compulsiva imposta dai social network, un numero crescente di brand, celebrità e aziende sta migrando verso Substack, la piattaforma creata come spazio per il giornalismo indipendente che negli ultimi tempi si sta affermando come l’alternativa ideale per chi cerca una comunicazione più autentica, profonda e lontana dalla saturazione degli algoritmi.

L’esigenza di qualcosa di nuovo ma “vecchio”

Negli ultimi anni, piattaforme come Instagram e TikTok hanno definito un ritmo comunicativo frenetico, dove i contenuti hanno una vita breve e l’attenzione degli utenti è ai minimi storici e dove le leve del successo sono collegate all’engagement istantaneo, i feed e i formati brevi che hanno creato un flusso continuo di stimoli che, pur garantendo visibilità, non lasciano spazio per la costruzione di identità profonde o rapporti solidi.

È proprio in reazione a questo “caos” che brand e star trovano i social network troppo saturi e rumorosi, con la comunicazione che diventa superficiale, priva di contesto, e l’urgenza di cavalcare il trend del momento prevale sulla narrazione ricca e significativa.

Un modello radicalmente diverso formato newsletter

Substack propone un modello radicalmente diverso. Abbandona gli algoritmi invasivi, i feed ad alta velocità e la corsa sfrenata ai trend, optando per il formato della newsletter che arriva direttamente nella casella di posta. Questo non è un dettaglio: simula la calma e l’intimità di una conversazione privata, segnando un vero e proprio ritorno alle origini dello storytelling.

La scelta di iscriversi a una newsletter su Substack è un gesto intenzionale. Il pubblico decide attivamente di ascoltare una specifica voce, creando un legame autentico e duraturo con il brand o la persona. Questo permette, innanzitutto, di costruire comunità, in quanto ci si rivolge a lettori che scelgono di restare e non a utenti che scorrono distrattamente.

Inoltre, c’è spazio per narrazioni più ricche e per approfondire i contenuti, condividendo processi creativi, visioni aziendali, retroscena, riflessioni sui valori e cultura interna, tutti elementi che non trovano spazio nella volatilità dei social. In sintesi, la comunicazione ritrova la sua autenticità, basandosi sul valore delle parole, senza la necessità di filtri o effetti speciali.

Una forma di editoria flessibile

La tendenza verso Substack non è un semplice trend, ma un segnale profondo nel panorama culturale: le persone cercano contenuti che resistano più di poche ore e che abbiano davvero qualcosa da dire. Per brand e creator, questo social rappresenta una nuova forma di editoria flessibile, utile per creare un archivio creativo e uno spazio di discussione orientato a una comunicazione più coerente e profonda.

Nell’era della velocità compulsiva, avere un luogo digitale dove vige la lentezza è un gesto quasi rivoluzionario, che ripristina la centralità del valore della scrittura e della fiducia, a discapito del solo traffico.

I brand che hanno già scelto la piattaforma

Non è un caso quindi che molti brand e celebrità abbiano già intrapreso la migrazione. Tra queste possiamo citare la pop star internazionale Charli XCX, che utilizza Substack come un diario personale per riflettere sul suo processo creativo e sulla sua estetica, un tipo di racconto che sarebbe ingestibile sui social basati sui contenuti brevi.

Il brand di bellezza Rare Beauty di Selena Gomez ha lanciato “Rare Beauty Secrets“, una newsletter che approfondisce la filosofia del marchio, la cura dietro i prodotti e l’impegno sociale, temi che richiedono spazio e riflessione.

Anche il colosso del commercio digitale Shopify ha scelto Substack, lanciando la newsletter “In Stock” per affrontare trend, visioni future e l’economia creativa, elevando la piattaforma a un ambiente adatto anche per la comunicazione corporate di alto livello. Infine, anche il settore moda, con brand come American Eagle, sta sperimentando il modello, collaborando con creator che scrivono sulla piattaforma.

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.

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