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Vinted: la storia dell’app che ha conquistato lo shopping in rete

Giugno 19, 2025

Nel settore dell’e-commerce, poche piattaforme sono riuscite a emergere con la stessa rapidità e impatto di Vinted. Nata in Lituania, questa applicazione ha rivoluzionato il modo in cui milioni di persone comprano e vendono abbigliamento, accessori e non solo di seconda mano, trasformando un segmento di nicchia in un fenomeno globale.

Vinted non è solo un marketplace; è una vera e propria comunità, un esempio di economia circolare e un simbolo del cambiamento nelle abitudini di consumo, che dimostra come la sostenibilità e la convenienza possano andare di pari passo, conquistando il cuore (e gli armadi) degli acquirenti in rete.

Le origini: da Vilnius al Mondo

La storia di Vinted inizia quasi per caso a Vilnius, in Lituania, nel 2008. L’idea venne a Milda Mitkute, una delle co-fondatrici, che si trovò di fronte a un problema comune a molti: un armadio stracolmo di vestiti che non indossava più, ma che erano troppo “nuovi” o in buono stato per essere buttati via. Discutendo con il suo fidanzato, Justas Janauskas (l’altro co-fondatore), si rese conto che non esisteva una piattaforma semplice e intuitiva per scambiare o vendere questi capi d’abbigliamento inutilizzati. Fu così che, quasi per necessità personale, i due decisero di creare una soluzione.

Il primo prototipo lituano

Il primo prototipo di Vinted, inizialmente chiamato “Mano Drabužiai” (i miei vestiti in lituano), fu lanciato con l’obiettivo di aiutare le persone a liberarsi dei vestiti in eccesso e a dar loro una seconda vita. Il successo iniziale fu immediato e inaspettato tra amici e conoscenti, spingendo i fondatori a considerare un’espansione. Già nel 2010, l’app fece il suo ingresso nel mercato tedesco con il nome “Kleiderkreisel” (cerchio di vestiti) e contemporaneamente negli Stati Uniti come Vinted, iniziando la sua marcia verso la conquista del mercato internazionale. La semplicità dell’idea – un marketplace peer-to-peer per il second-hand – si rivelò una chiave di volta in un’epoca in cui l’e-commerce era ancora dominato dal nuovo e dal full-price.

Il modello Vinted: semplice, efficace, accessibile

Il successo di Vinted è profondamente radicato nel suo modello di business e nella sua facilità d’uso. La piattaforma funziona su un principio di marketplace C2C (Consumer-to-Consumer), dove gli utenti possono sia vendere che acquistare.

Il processo su Vinted è estremamente intuitivo, rendendo l’esperienza accessibile a chiunque desideri partecipare al marketplace. Per iniziare a mettere in vendita un capo, è sufficiente scattare alcune fotografie dell’articolo, aggiungere una breve ma chiara descrizione e impostare il prezzo desiderato; la pubblicazione dell’annuncio, aspetto fondamentale per attrarre venditori, è completamente gratuita.

Dall’altro lato, per chi desidera acquistare, l’esperienza è altrettanto fluida: gli acquirenti possono navigare con facilità tra milioni di annunci disponibili, utilizzando filtri avanzati per marca, eventuale taglia nel caso di abbigliamento, prezzo o categoria, e hanno la possibilità di comunicare direttamente con i venditori per qualsiasi domanda. La spedizione è un altro punto di forza notevole, grazie alle partnership strette da Vinted con numerosi corrieri, che offrono soluzioni integrate e spesso a costi agevolati. Il venditore, in particolare, riceve un’etichetta prepagata e deve semplicemente consegnare il pacco al punto di raccolta più vicino, semplificando enormemente la logistica.

Come funzionano le commissioni su Vinted

Per quanto riguarda il sistema di commissioni e protezione, Vinted si distingue da altri marketplace per un modello in cui il venditore non è gravato da commissioni sulla vendita. La piattaforma genera i suoi ricavi principalmente attraverso la “Protezione Acquisti“, una piccola tariffa variabile che l’acquirente paga per ogni transazione, la quale garantisce un rimborso in caso di problemi, come un articolo non conforme o lo smarrimento del pacco. Questo modello è stato fondamentale per attrarre un gran numero di venditori, rendendo l’esperienza di “guadagnare con i propri vestiti“, e non solo, estremamente invitante e priva di rischi percepiti.

In aggiunta a tutto ciò, la vera forza di Vinted risiede anche nella sua intrinseca capacità di costruire fiducia all’interno della sua community. Il sistema di recensioni reciproche tra acquirenti e venditori, combinato con la già citata Protezione Acquisti, crea un ambiente di transazione relativamente sicuro e affidabile tra privati, un aspetto di primaria importanza per il successo nel mercato dell’usato.

La crescita esplosiva: da nicchia a fenomeno globale

Dopo i primi anni di sperimentazione e crescita organica, Vinted ha iniziato una fase di espansione accelerata. La piattaforma ha saputo attrarre investimenti significativi da parte di venture capitalist, riconoscendo il suo enorme potenziale, tra cui figurano Lightspeed Venture Partners e Accel, che hanno iniettato capitali fondamentali per l’espansione internazionale e lo sviluppo tecnologico.

Nel corso degli anni l’app ha raggiunto numeri impressionanti e, dopo la Lituania, Germania e Stati Uniti, si è espansa in Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Polonia, Repubblica Ceca, Italia e molti altri paesi europei.

I numeri attuali di Vinted

Secondo gli ultimi dati, la piattaforma vanta oltre 65 milioni di membri registrati con milioni di articoli caricati quotidianamente e nel 2019, ha raggiunto lo status di “unicorno” (una startup con una valutazione superiore al miliardo di dollari), e le valutazioni successive hanno continuato a crescere (oggi vale circa 5 miliardi di euro), confermando la sua posizione dominante nel settore del second-hand fashion.

Questa crescita esplosiva è stata alimentata da una combinazione di fattori: la diffusione degli smartphone, la crescente consapevolezza ambientale dei consumatori e un cambiamento culturale che ha reso l’acquisto di second-hand non solo accettabile ma desiderabile.

Claudia Barbara

Claudia Barbara

Claudia Barbara è una giornalista digitale ed esperta di content strategy. Collabora con la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation, dove si occupa della pianificazione e gestione strategica dei contenuti. È inoltre giornalista presso alcune delle principali testate editoriali digitali dell'agenzia, tra cui Influent People, La Vera Cronaca e Best of Puglia, contribuendo alla loro crescita editoriale con un approccio attento alla qualità e alla rilevanza dei contenuti.

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