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Chi è Greta Thunberg, l’attivista ambientale più famosa del Mondo

Novembre 4, 2025

Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg è nata a Stoccolma, Svezia, il 3 gennaio 2003. La sua storia personale e il suo precoce impegno per l’attivismo ambientale affondano le radici nel contesto familiare, sebbene la sua lotta sia diventata un fenomeno globale e autonomo, ispirando altri giovani nel mondo, come Vanessa Nakate.

I suoi genitori sono l’attrice e cantante d’opera Malena Ernman e l’attore Svante Thunberg. L’ambiente domestico è stato un fattore nel suo percorso di consapevolezza: a soli otto anni, Greta inizia a interessarsi alla crisi climatica e ai suoi impatti sul pianeta. La sua profonda sensibilità la porta ad abbracciare, e a influenzare la famiglia nell’adozione, di uno stile di vita improntato alla sostenibilità, imponendo ai familiari di diventare vegani e di ridurre drasticamente le emissioni di carbonio, ad esempio rifiutandosi di prendere l’aereo, un mezzo di trasporto ad alto impatto inquinante.

La sindrome di Asperger

All’età di 13 anni, a Greta viene diagnosticata la sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo che rientra nello spettro autistico. Lei stessa ha spesso parlato pubblicamente di questa condizione, sottolineando come l’Asperger l’abbia in realtà aiutata nella sua missione, fornendole una capacità di concentrazione e di vedere le questioni in modo chiaro, netto e senza compromessi, una caratteristica distintiva della sua retorica pubblica.

Dalla protesta solitaria al movimento globale: lo skolstrejk för klimatet

La svolta che ha proiettato Greta Thunberg sulla scena mondiale è avvenuta il 20 agosto 2018. All’età di quindici anni, e in un periodo in cui la Svezia era colpita da intense ondate di calore e incendi boschivi, Greta decise di non andare a scuola. Si sedette da sola, ogni giorno fino alle elezioni politiche svedesi del 9 settembre 2018, davanti al Parlamento di Stoccolma, con un cartello con su scritto “Skolstrejk för klimatet” (Sciopero della scuola per il clima). La sua richiesta al governo svedese era semplice ma radicale: rispettare l’Accordo di Parigi del 2015 e agire immediatamente per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

La sua protesta solitaria, inizialmente accolta con scetticismo, si trasformò in breve tempo in un fenomeno virale. Dopo le elezioni, Greta ha continuato a scioperare ogni venerdì, dando origine al movimento globale Fridays for Future (FFF). Questo movimento studentesco ha rapidamente coinvolto milioni di giovani in tutto il mondo, con il primo sciopero globale per il clima, tenutosi il 15 marzo 2019, che ha visto oltre 1,8 milioni di partecipanti in 2350 città di 125 Paesi. L’azione di Greta è stata catalizzatrice, dimostrando il potere dell’attivismo individuale nel mobilitare le nuove generazioni a chiedere un futuro sostenibile.

L’impatto sulla scena politica internazionale

Grazie alla risonanza del movimento Fridays for Future, Greta Thunberg è stata invitata a intervenire nei più importanti consessi internazionali, dove ha assunto il ruolo di portavoce della sua generazione di fronte ai leader mondiali. La sua retorica è caratterizzata da un linguaggio diretto, senza filtri e spesso durissimo, volto a richiamare le responsabilità dei decisori politici ed economici.

Tra i suoi discorsi più celebri e di maggiore impatto vi sono quelli tenuti alla COP 24 di Katowice nel dicembre 2018, al World Economic Forum di Davos nel gennaio 2019, e soprattutto al Summit sul clima dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2019. In quest’ultima occasione, il suo appassionato e accusatorio “How dare you?” (“Come osate?”) è diventato il manifesto di un’intera generazione che si sente tradita dalle politiche inefficaci sul clima. Ha accusato i leader di averle rubato “i sogni e l’infanzia” con “parole vuote” e di essere ossessionati solo dalla crescita economica, mentre “interi ecosistemi stanno collassando“, scagliandosi anche contro quelle aziende che praticano il noto greenwashing.

I suoi interventi, spesso trasmessi sulle reti televisive di tutto il mondo, hanno costretto la questione ambientale al centro del dibattito globale, superando la tradizionale riluttanza di molti politici a riconoscerne l’urgenza.

L’estensione dell’attivismo alla questione di Gaza e Palestina

Negli ultimi anni, Greta Thunberg ha ampliato la sua sfera d’azione ben oltre l’attivismo climatico puro e alla promozione della Green Economy, integrandolo con la richiesta di giustizia sociale e diritti umani a livello globale, in linea con la filosofia che non può esserci giustizia climatica senza giustizia sociale.

In seguito all’escalation del conflitto tra Israele e Hamas a partire dall’ottobre 2023, l’attivista svedese ha preso una posizione esplicita in solidarietà con il popolo palestinese e Gaza. Questa scelta ha comportato una significativa controversia e un inasprimento delle critiche nei suoi confronti, in particolare in alcuni Paesi. Ha partecipato attivamente a iniziative e manifestazioni a sostegno di Gaza, utilizzando i suoi social media per chiedere un cessate il fuoco immediato, giustizia e libertà per i palestinesi e per tutti i civili colpiti. Ha anche preso parte a tentativi, come la Global Sumud Flotilla, per rompere l’assedio di Gaza e portare aiuti umanitari, azioni che l’hanno portata a essere intercettata e detenuta temporaneamente dalle autorità israeliane.

La sua argomentazione è che l’oppressione e la guerra, oltre al loro impatto umano, rappresentano anche una forma di ecocidio e sono intrinsecamente connesse alla crisi climatica, poiché le risorse vengono negate e l’ambiente distrutto per interessi geopolitici. L’evoluzione del suo attivismo ha consolidato la sua immagine come figura globale impegnata su un fronte più ampio di diritti umani e giustizia, pur mantenendo ferma la sua critica nei confronti delle politiche statali e del silenzio internazionale.

Riconoscimenti e pubblicazioni ufficiali

L’attivismo di Greta Thunberg le ha valso numerosi premi e riconoscimenti internazionali, sebbene abbia spesso rifiutato di prender parte a cerimonie che avrebbero richiesto di viaggiare in aereo. Tra i più significativi vi sono la nomina a una delle “25 adolescenti più influenti del 2018″ da parte della rivista TIME, la nomina per ben tre anni consecutivi (2019, 2020 e 2021) al Premio Nobel per la Pace e la scelta come “Persona dell’Anno” dal TIME nel dicembre 2019, che l’ha resa la personalità più giovane di sempre a ricevere tale onorificenza.

Ha inoltre ricevuto il Premio Rachel Carson nel 2019 per il suo eccezionale lavoro per l’ambiente. Il suo percorso e la sua visione sono stati raccolti anche in pubblicazioni ufficiali. Ha pubblicato, insieme alla sua famiglia, il libro autobiografico “La nostra casa è in fiamme. La nostra battaglia contro il cambiamento climatico” (2019). Successivamente, ha curato la pubblicazione del saggio “The Climate Book” (2022), una vasta raccolta di contributi di esperti sul clima e l’ambiente.

La sua storia è stata anche oggetto del documentario “I Am Greta – Una forza della natura” (2020), diretto da Nathan Grossman. L’impatto di Greta Thunberg va oltre i premi: ha ridefinito il volto dell’attivismo ambientale, dimostrando come la voce della gioventù possa essere un potente catalizzatore di cambiamento e una richiesta inequivocabile di responsabilità da parte delle generazioni al potere.

Il suo sciopero scolastico si è formalmente concluso nel giugno 2023, con il conseguimento del diploma, ma il suo impegno continua a ispirare e mobilitare la lotta per la giustizia climatica in tutto il mondo, integrando la causa ambientale con la più ampia battaglia per i diritti e la pace.

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.

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