Nella storia della pubblicità, esistono connubi perfetti tra testimonial e prodotti che hanno lasciato un ricordo indelebile nelle mente dei consumatori, basti pensare ad esempio a uno dei tanti spot in cui il protagonista era un calciatore italiano.
E se parliamo di anni 80, un periodo floridissimo in tema pubblicitario non possiamo non citare la serie di spot delle pizzette Catarì, indissolubilmente legato al volto e alla voce inconfondibile di Giorgio Bracardi, la cui campagna pubblicitaria è andata in onda per diversi anni a partire dal 1981 e che non era solo una semplice promozione di uno snack, ma un piccolo pezzo di teatro quotidiano che sapeva intrattenere, strappare un sorriso e, allo stesso tempo, veicolare in modo efficace il messaggio del prodotto, divenendo una delle pubblicità storiche più memorabili dell’epoca.
Il “segreto” delle pizzette Catarì
Le pizzette Catarì rappresentavano uno degli snack pronti più diffusi e apprezzati degli anni 80, in un periodo in cui le abitudini alimentari iniziavano a cambiare, con una crescente propensione verso soluzioni rapide e sfiziose per merende, aperitivi e spuntini, con l’azienda che era un punto di riferimento della pizza “fai da te” in scatola fin dagli anni ’50.
Alla luce di quanto detto, l’impresa colse l’opportunità di lanciare un prodotto ancora più immediato, pensato per il consumo fuori pasto o come allegro accompagnamento per momenti di convivialità. La confezione, raffigurante le piccole pizzette dorate, prometteva praticità e gusto, due elementi chiave per il consumatore di quegli anni, sempre più orientato verso uno stile di vita dinamico.
La scelta di Giorgio Bracardi come testimonial si rivelò una mossa geniale. L’attore, doppiatore, comico e conduttore radiofonico, era già un volto noto e amato dal pubblico italiano per il suo umorismo surreale, le sue battute irriverenti e la sua capacità di creare personaggi e situazioni grottesche e la sua presenza in televisione era sinonimo di leggerezza e intelligenza.
Nel celebre spot delle pizzette Catarì, Bracardi si presentava in un ambiente casalingo, vicino a una scrivania, ponendo domande direttamente al prodotto e creando un effetto comico irresistibile. La sua mimica facciale, le pause studiate e il tono di voce inconfondibile contribuivano a rendere ogni spot una piccola perla di intrattenimento: “Pizzette, pizzettine Catarì, qual è il vostro segreto?”, seguita dalla geniale risposta: “Se ho fame me la fate passare, se non ho fame me la fate venire!”.
Questo slogan, apparentemente paradossale, catturava perfettamente l’essenza di uno snack capace di soddisfare una fame incombente o, al contrario, di stuzzicare l’appetito anche quando non ve n’era una reale necessità. Era una frase che giocava sull’assurdità, tipica dell’umorismo di Bracardi, e che rendeva le pizzette non solo un alimento, ma un desiderio, un “peccato di gola” irresistibile.
L’impatto culturale
Lo spot con Giorgio Bracardi non fu un fenomeno passeggero e la sua trasmissione fu prolungata, dal 1981 a metà degli anni ’80 (con diverse varianti che mantenevano il format e lo slogan di base), consolidando il prodotto nell’immaginario collettivo italiano, con una pubblicità che è ancora ricordata con affetto e nostalgia da chi ha vissuto quel periodo.
Il segreto del successo è stato quello di collegare al brand una vena di simpatia e a creare un legame emotivo con i consumatori attraverso l’umorismo intelligente e la riconoscibilità del suo testimonial, esempio lampante di come, negli anni d’oro della televisione, un buon mix tra prodotto, personaggio e messaggio potesse creare un’eco duratura che va oltre la semplice commercializzazione di pizzette pronte da mangiare.
