Lo spot pubblicitario del Maxibon con Stefano Accorsi, andato in onda per la prima volta nel 1995, è diventato un vero e proprio cult, entrando di diritto nell’immaginario collettivo italiano. La frase “Du gust is megl che uan”, pronunciata con accento romagnolo dall’attore, è stata così efficace da superare i confini della pubblicità, trasformandosi in un vero e proprio tormentone e in un modo di dire entrato nel linguaggio comune, come accaduto ad esempio con “ho un certo languorino” dello spot della Ferrero Rocher.
La trama dello spot Maxibon 1995
All’epoca della sua uscita, lo spot non era stato concepito per diventare un fenomeno di tale portata. L’idea di base era semplice: valorizzare la doppia consistenza del gelato Maxibon, unendo il piacere di due gusti in un unico prodotto.
La scelta di Stefano Accorsi, all’inizio della sua carriera, come testimonial si rivelò vincente, grazie alla sua naturalezza e alla sua capacità di trasmettere un’immagine giovane e fresca.
Lo spot è diretto e immediato, senza troppi fronzoli. Le immagini sono chiare e evocative, e il messaggio è facilmente comprensibile anche dai più giovani. Su una spiaggia, due giovani decidono di abbordare due ragazze al bancone del bar. Credendole straniere, uno dei due invita l’altro, Stefano Accorsi, a farsi avanti in quanto “conoscitore“, si fa per dire, dell’inglese.
Il nostro protagonista si cimenta allora in un approccio maldestro e divertente, cercando come filo conduttore il Maxibon, prodigandosi in un inglese “maccheronico”, che culmina con l’iconica frase “Du gust is megl che uan”.
La scena termina con il barista che chiama le ragazze in italiano, facendo scoprire al “povero” Accorsi e a tutti gli spettatori che le due ragazze erano tutto tranne che straniere, ponendo fine allo spot con una forte componente umoristica.
Altro punto di forza è sicuramente la musica, con la colonna sonora, l’indimenticabile canzone “Pata Pata” di Miriam Makeba, semplice e orecchiabile, che è diventata anch’essa parte integrante del tormentone, contribuendo a fissare nella mente degli spettatori lo spot.

L’impatto culturale
Lo spot Maxibon ha avuto un impatto culturale notevole, andando ben oltre il semplice scopo pubblicitario. La frase “Du gust is megl che uan” è diventata un modo di dire utilizzato in svariate situazioni, per esprimere l’idea che a volte è meglio avere più opzioni o più punti di vista, contribuendo anche a diffondere l’immagine di un’Italia spensierata e solare, legata al mare e all’estate.
A distanza di anni, la campagna, replicata anche in altre declinazioni più recenti, continua a essere ricordata con affetto dal pubblico. La frase, come detto, è stata riproposta in altri spot Maxibon e, oltre al suo valore commerciale, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare, dimostrando come una pubblicità ben fatta possa diventare un fenomeno di costume e durare nel tempo.
