L’Intelligenza Artificiale ha ormai invaso il quotidiano di tutti, in un contesto in cui le persone sono sempre più connesse e sempre più presenti sui social network.
Con i tool AI possiamo creare testi, realizzare immagini e video in pochissimi secondi, divenendo strumenti utilizzati assiduamente da coloro che lavorano nell’ambiente digitale, come marketer o influencer, grazie alla semplicità e alla capacità di assolvere a ogni funzione.
Ma il risultato è sempre quello desiderato? E, soprattutto, gli utenti che navigano in rete sono sempre soddisfatti di ciò che passa sul loro feed e che è frutto di un bot?
La risposta è no, spesso le persone si accorgono della poca qualità dei contenuti creati con l’AI e, al riguardo, è stato creato un termine che riassume tale evidenza, l’ormai noto “slop”.
Ecco di cosa si tratta.
Che cos’è lo slop AI
Traducendo in italiano, capiamo subito di cosa stiamo parlando. In inglese, infatti, con il termine slop si intende “brodaglia“, e riferendoci ai contenuti creati con l’AI, arriviamo subito all’interpretazione che gli utenti vogliono dare.
Che siano immagini, testi o video, le persone utilizzano questa parola per evidenziare la poca qualità o cura che si mettono nel realizzare contenuti medianti i tool di AI generativa, come ad esempio le famose “troppe dita in una mano”, o la presenza di personaggi fuori contesto rispetto all’argomento del contenuto.
Sebbene, infatti, l’intelligenza artificiale sia stata negli ultimi anni molto perfezionata, offrendo risultati sempre più affidabili, esistono ancora carenze che, spesso e volentieri, sono dovute a una poca cura da parte dell’uomo che non si impegna abbastanza nell’istruire la “macchina“.
I motivi sono riconducibili alla volontà di risparmiare tempo sia in fase di creazione che di post produzione, preferendo la quantità alla qualità che, in un pubblico come quello digitale sempre più attento alle magagne digitali, non può passare inosservata, portando a conseguenze dannose per il proprio lavoro e reputazione.
Come evitare lo slop
Non siamo qui a voler fare la morale a coloro che utilizzano l’AI generativa per creare contenuti social o pubblicitari, ma è necessario sottolineare alcuni aspetti da tenere sempre in considerazione.
Bisogna infatti ricordarsi che sebbene l’intelligenza artificiale sia ormai un elemento che può “viaggiare da solo”, la presenza umana risulta essere sempre imprescindibile, come in un sistema ibrido. In quest’ottica, per ottenere risultati di qualità, è fondamentale impegnarsi a indicare prompt accurati e dettagliati al bot, formulando frasi che siano comprensibili e che possano portare a creazioni accurate e senza errori marchiani.
Allo stesso modo, dopo aver creato quando voluto, non si può pensare di non pianificare attività di controllo, editing e post produzione, per migliorare il risultato finale ed evitare brutte figure in rete.
Infine, il consiglio universale è quello di mettere sempre al centro la propria creatività, evitando di atrofizzare la propria originalità e delegare tutto all’Intelligenza Artificiale, perché le critiche sono costantemente dietro l’angolo e l’omogeneizzazione dei contenuti può portare a perdere quote di mercato e all’incapacità di differenziarsi dai competitor.
