Renad Attallah, una bambina palestinese nata e cresciuta nella Striscia di Gaza, è diventata un simbolo di resilienza e speranza, guadagnando una popolarità internazionale attraverso i suoi video di cucina pubblicati sui social media.
Originaria di Deir el-Balah, nel centro della Striscia, Renad, di dieci o undici anni, ha visto la sua vita e la sua infanzia sconvolte dall’escalation del conflitto, che l’ha costretta a fuggire dai bombardamenti dello stato di israele con la sua famiglia e a interrompere la scuola. La sua ascesa nel mondo dell’influenza digitale è stata, come lei stessa ha dichiarato, “per caso“. Un video in cui la giovane Renad scartava un pacco di aiuti umanitari e manifestava una gioia contagiosa alla vista dello zucchero, un ingrediente divenuto raro, è diventato virale, catturando l’attenzione globale sulla sua quotidianità in un contesto di privazioni estreme.
Da quel momento, Renad ha trasformato la sua passione per la cucina in un veicolo per raccontare la vita a Gaza, attirando centinaia di migliaia di follower sulla sua pagina Instagram.
Le “ricette di Gaza”: creatività e resistenza con ingredienti limitati
I video di Renad Attallah, gestiti con l’aiuto della sorella maggiore Nourhan, non sono semplici tutorial di cucina o contenuti del settore food, ma testimonianze dirette della creatività e della resistenza che caratterizzano la vita a Gaza sotto assedio. Le sue ricette, affettuosamente definite “ricette di Gaza” o addirittura “ricette di guerra“, vengono preparate utilizzando un semplice fornello portatile e gli ingredienti limitati trovati nei pacchi di aiuti umanitari.
Un esempio è il suo tutorial su come preparare una torta al miele utilizzando latte in polvere al posto del latte fresco, introvabile nell’area. Altre creazioni includono il “War Sandwich” e una fattah in stile Gazan, dimostrando come la necessità aguzzi l’ingegno culinario. Il contrasto tra la sua personalità solare, il sorriso contagioso e lo sfondo di devastazione che a volte si intravede nei video, ha colpito profondamente l’opinione pubblica mondiale.
Renad è diventata, di fatto, una storyteller e una testimone che, attraverso le sue video-ricette, mostra al mondo che anche i bambini palestinesi “amano la vita” e lottano per preservare una parvenza di normalità.
L’impegno umanitario e il ruolo di youth ambassador
L’enorme e inaspettato successo sui social media ha rapidamente portato Renad Attallah a trasformare la sua piattaforma in un vero e proprio strumento di attivismo umanitario. È stata nominata Youth Ambassador per Human Concern International (HCI), una ONG canadese impegnata nella consegna di aiuti umanitari a Gaza.
La sua popolarità è stata utilizzata per sensibilizzare e raccogliere fondi, in particolare per i bambini palestinesi. In collaborazione con l’ONG, Renad ha persino disegnato un logo che è stato applicato su vestiti venduti per finanziare progetti di assistenza all’infanzia. Nonostante la sua giovane età, ha dimostrato una profonda consapevolezza della responsabilità che deriva dalla sua notorietà. I proventi raccolti, come indicato nel suo profilo, sono destinati a sostenere le famiglie a Gaza, dimostrando un impegno che va oltre la semplice condivisione di video. Inoltre, il suo profilo Instagram ha ospitato per un certo periodo un invito a donare tramite una raccolta fondi per aiutare la sua stessa famiglia ad evacuare da Gaza.
La nuova vita in Olanda
Dopo mesi trascorsi a cucinare tra i rumori dei droni e i bombardamenti, la vita di Renad ha subito una nuova svolta. Insieme alla sorella maggiore Nourhan e al fratello gemello Adam, è riuscita a lasciare la Striscia di Gaza e a raggiungere Maastricht, nei Paesi Bassi, nell’agosto del 2025.
Il viaggio, che ha comportato lunghe attese e passaggi attraverso checkpoint e territori occupati, ha segnato la sua prima volta in aereo. Nei Paesi Bassi, Renad ha ripreso la scuola, dopo due anni di interruzione, e sta imparando l’olandese, ritrovando un senso di normalità e sicurezza. Nonostante sia al sicuro, la sua serenità è mitigata da un profondo senso di colpa e preoccupazione per la sua famiglia rimasta a Deir al-Balah e per il popolo di Gaza.
Ha dichiarato di non sentirsi una “sopravvissuta” finché i suoi cari e la sua comunità sono ancora nell’inferno della Striscia, e ha scelto di sospendere i video di cucina per solidarietà, ritenendo che non fosse giusto cucinare con abbondanza mentre molti a casa soffrono la fame. Nonostante la drammaticità degli eventi, Renad conserva i suoi sogni: il desiderio più grande è che la guerra finisca, che tutto torni alla normalità e, sul piano personale, di aprire un giorno un ristorante chiamato “Chef Renad“, un’aspirazione che ha condiviso con il mondo, persino durante le interviste rilasciate dai Paesi Bassi, e ha partecipato come ospite al programma Splendida Cornice condotto da Geppi Cucciari.
L’eredità di Renad
La storia di Renad Attallah è diventata un potente promemoria dell’infanzia negata dei bambini che crescono nelle zone di conflitto. La sua maturità precoce e la sua capacità di affrontare la distruzione con un sorriso e un desiderio di aiutare gli altri l’hanno resa una figura che, secondo molti osservatori e commentatori, costringe il mondo a guardare oltre le statistiche e a confrontarsi con le singole storie umane.
Renad ha usato la sua passione culinaria, un atto di creazione e nutrimento, come una forma di resistenza pacifica contro la quotidiana distruzione. La sua makluba, il tradizionale piatto palestinese che viene rovesciato dopo la cottura per rivelare il riso, le verdure e la carne, è diventata, in modo simbolico, un simbolo della sua identità e della lotta del suo popolo. Il suo messaggio, lanciato con chiarezza e semplicità, risuona con la speranza che, anche nel buio più totale, si possa trovare la forza di sognare e di agire per un futuro migliore.
