Le SLAPP — Strategic Lawsuit Against Public Participation — sono una tecnica di silenziamento legale: si presenta una querela per diffamazione o una causa civile contro un giornalista o una testata, non con l’obiettivo di ottenere giustizia per un torto subito, ma con l’obiettivo di impegnarli in un procedimento lungo e costoso che li scoraggi dal continuare a scrivere.
L’effetto intimidatorio funziona anche quando la causa viene alla fine archiviata. E così si va a tenere sotto scacco una professione già di per sè piena di problemi, come quello della precarietà.
Come funzionano le SLAPP nel sistema italiano
In Italia la diffamazione è un reato penale, non solo una responsabilità civile come nella maggior parte dei paesi anglosassoni. Questo significa che chi si sente diffamato da un articolo può presentare una querela penale, che apre un procedimento in cui il giornalista rischia non solo di pagare risarcimenti ma di essere condannato penalmente.
Le pene previste dall’articolo 595 del codice penale per la diffamazione a mezzo stampa arrivano fino a tre anni di reclusione.
La querela per diffamazione come arma
Il procedimento penale per diffamazione in Italia ha una durata media di anni, spesso superiore ai cinque anni tra primo grado, appello e Cassazione. Durante tutto questo tempo, il giornalista e la testata devono affrontare le spese legali della difesa. Anche se alla fine il procedimento si chiude con l’archiviazione o l’assoluzione — che in molti casi di SLAPP avviene — i costi economici e psicologici sono stati sostenuti.
Chi usa le SLAPP e su quali temi
L’Ossigeno per l’Informazione, l’osservatorio fondato da Alberto Spampinato che monitora le minacce ai giornalisti italiani, documenta ogni anno centinaia di querele contro giornalisti italiani. I soggetti che le usano più frequentemente sono politici locali e nazionali, imprenditori al centro di inchieste su corruzione o trattamenti dei lavoratori, enti pubblici che non vogliono che certi aspetti della loro gestione vengano resi pubblici, e personaggi della criminalità organizzata — che hanno avuto accesso a risorse legali da spendere in querele.
I temi più bersagliati sono: le inchieste sulla gestione dei fondi pubblici, le notizie sulla criminalità organizzata, le rivelazioni sulla corruzione negli appalti, le cronache giudiziarie che riguardano persone con risorse per difendersi. Quasi mai vengono querelati gli articoli di opinione su temi generali: l’obiettivo è specificamente il giornalismo che fa nomi e produce documenti.
Il problema delle piccole testate locali
Le SLAPP colpiscono duramente le piccole testate locali, che non hanno i budget legali delle grandi redazioni per difendersi. Un giornalista di un quotidiano locale che pubblica un’inchiesta su un amministratore comunale corrotto rischia di trovarsi di fronte a una querela da affrontare con le proprie risorse personali.
Questo è esattamente l’effetto cercato: scoraggiare chi non può permettersi anni di difesa legale.
La risposta europea: la direttiva anti-SLAPP del 2024
Il Parlamento europeo ha approvato nel 2024 la direttiva anti-SLAPP: uno strumento normativo che obbliga gli stati membri a introdurre meccanismi di protezione per i soggetti — giornalisti, attivisti, ONG — bersaglio di azioni legali manifestamente infondate con finalità intimidatorie. I principali strumenti previsti dalla direttiva sono: la possibilità di chiedere al giudice l’archiviazione anticipata di cause manifestamente infondate, il rimborso delle spese legali a carico di chi ha presentato la SLAPP, e sanzioni per i soggetti che hanno usato il sistema giudiziario come strumento di intimidazione.
In Italia, il governo sta elaborando un decreto legislativo di recepimento nell’ambito del disegno di legge di delegazione europea 2025. I tempi di recepimento sono uno degli elementi più osservati dalle organizzazioni per la libertà di stampa: ogni mese di ritardo è un mese durante il quale il sistema attuale — senza protezioni adeguate — continua a operare.
Come difendersi dalle SLAPP: strumenti pratici
La FNSI — Federazione Nazionale della Stampa Italiana — offre supporto legale ai giornalisti iscritti che affrontano procedimenti per attività giornalistica. L’Ordine dei Giornalisti ha attivato alcuni meccanismi di sostegno. Reporter Senza Frontiere e la Freedom of the Press Foundation offrono risorse internazionali.
Il problema è che questi strumenti non sono sempre sufficienti, specialmente per i giornalisti freelance e per le piccole testate. La protezione offerta da questi sistemi è minore proprio per i soggetti più vulnerabili alle SLAPP.
La documentazione come prevenzione
La prevenzione più efficace contro le SLAPP è la solidità documentale dell’articolo: più l’inchiesta è ancorata a documenti verificabili e verificati, più è difficile per chi querela sostenere che il giornalista ha diffamato invece di informare.
Il diritto di cronaca — il diritto a pubblicare fatti di interesse pubblico anche se dannosi per la reputazione del soggetto coinvolto — è una difesa legalmente solida quando l’articolo soddisfa i 3 requisiti che la giurisprudenza richiede: verità del fatto narrato, pertinenza della notizia rispetto all’interesse pubblico, e forma civile dell’esposizione. Pilastri che fanno parte del lavoro del giornalista.
