Vincenzo Oliverio avvocato

Oliverio&Partners: l’alta finanza nell’Energy & Infrastructure

Giugno 18, 2025

Un nuovo orizzonte si profila nel panorama degli investimenti, dove l’energia e le infrastrutture digitali non sono più settori distinti, ma ecosistemi interconnessi che promettono di ridefinire il futuro. In un’epoca di transizione energetica e di esponenziale crescita della domanda di dati, la convergenza tra questi due mondi sta generando opportunità senza precedenti, ma anche sfide complesse che richiedono un’expertise legale e finanziaria sempre più sofisticata.

Il settore del project finance, in particolare, si trova al centro di questa trasformazione. La capacità di strutturare operazioni finanziarie che supportino progetti ibridi, come parchi fotovoltaici con sistemi di accumulo integrati o data center alimentati da energie rinnovabili, diventa cruciale. In questo contesto, la due diligence assume un ruolo cardine, agendo come una bussola per orientarsi tra la complessità normativa, i rischi tecnologici e l’esigenza di una solida consistenza dei dati.

Il futuro è ibrido: intervista all’Avvocato Vincenzo Oliverio

Un recente studio condotto da Oliverio&Partners, una delle boutique legali più stimate a livello europeo, ha approfondito proprio queste dinamiche. L’analisi rivela come la bankability del profilo di cash-flow sia il vero motore di questi accordi, con gli sponsor che cercano strutture non-recourse e gli istituti finanziari che richiedono una risk allocation contrattuale sempre più precisa. Lo studio sottolinea inoltre l’importanza di incardinare la “capital stack” su contratti a lungo termine e su un “security package” che sia in linea con le nuove linee guida dell’EBA sull’asset encumbrance.

Per approfondire questi temi, abbiamo avuto il piacere di intervistare l’Avvocato Vincenzo Oliverio, fondatore di Oliverio&Partners, una realtà riconosciuta tra le boutique legali di peso a livello europeo.

Avvocato Oliverio, Oliverio&Partners è riconosciuta fra le boutique legali di peso a livello europeo. Oggi parliamo di project finance e di due diligence nei settori energy & digital infrastructure – due mercati in rapida convergenza. Qual è la vostra strategic view?

La convergenza è reale: dai parchi fotovoltaici con battery storage integrato ai data-center hyperscale alimentati da PPA rinnovabili. In tutti questi deal il vero driver è la bankability del cash-flow profile: gli sponsor pretendono strutture non-recourse con covenants snelli, mentre gli istituti chiedono risk allocation contrattuale sempre più chirurgica. Il nostro ruolo è incardinare la capital stack su contratti di lunga durata (off-take, O&M, SLA) e su security package che tengano conto delle nuove linee guida EBA sull’asset encumbrance.

Quali sono i “pain points” ricorrenti nella due diligence di questi progetti ibridi?

Tre fronti critici:

Regulatory gap analysis: quando energia e digitale si incrociano (ad es. colocation edge-data-center su terreni agricoli fotovoltaici) le autorizzazioni sono stratificate; mappiamo end-to-end le licenze e i grid-connection agreements per evitare permessi “orfani”.

Technology risk: le banche temono l’obsolescenza di batterie LFP e apparati 5G; predisponiamo step-in rights e contratti di ricambio tecnologico per blindare l’availability factor.

Data room consistency: integriamo un verification tracker che incrocia modelli finanziari, simulazioni SCADA e KPI di uptime con le insurance policies; riduciamo così il tempo fino al financial close di circa il 20 %.

L’ESG taxonomy UE incide sempre di più sul pricing. Come si riflette nei vostri mandati?

Oltre agli screening ambientali, i lender chiedono sustainability-linked covenants: se il data-center sfora il Power Usage Effectiveness pre-contrattato, scatta un margin ratchet di 10–15 bps. Inseriamo measurement dispute clauses per evitare contenziosi e allineiamo i reporting timelines con la CSRD. Questo pacchetto “ESG-ready” ha già sbloccato tranche green da EIB e istituzioni nordiche in più transazioni cross-border.

Molti operatori temono che la scarsità di capacità di rete rallenti i progetti. Qual è la vostra ricetta?

Spingiamo su modelli hybrid infrastructure: colocation di battery storage e edge facilities vicino a nodi HV che fungono da grid-balancing assets. A livello contrattuale, anticipiamo clausole di curtailment compensation e sviluppiamo synthetic PPAs per smussare la volatilità di mercato. Così trasformiamo un vincolo fisico in un “plus” di stabilità che piace ai debt funds.

Consiglio finale per sponsor e investitori internazionali che guardano all’Europa nei prossimi 18 mesi?

Tre direttrici high-value. La prima è l’Utility-scale storage in Italia e Spagna prima dei capacity market 2026. Segue la Dark-fiber & small-cell networks in Germania, dove il regolatore incentiva sharing obbligatorio. Infine, H₂-ready data-center clusters nei Paesi Bassi, con incentivi fiscali per il recupero di calore.

Oliverio&Partners presidia l’intera filiera – structuring, permitting, M&A – grazie a team multidisciplinari che parlano la stessa lingua di sponsor, lender e technical advisors. La nostra missione – dichiara l’Avvocato – è garantire closing possibilmente, compliance-proof e value protection lungo tutta la catena per i nostri clienti.

Redazione

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