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L’allarme dell’OMS sulla dipendenza dai social

I social network rappresentano ormai il luogo in cui i giovani trascorrono la maggior parte del tempo, avendo quasi del tutto sostituito la socialità offline con quella digitale, con nuove amicizie, relazioni che vengono create in rete e la maggior parte del tempo libero impiegato con interazioni online.

In questo contesto, si apre una grande riflessione riguardante le nuove generazioni e la dipendenza da smartphone e piattaforme social, con conseguente insorgere di problematiche a livello di salute mentale, portando a patologie quali depressione e ansia.

A lanciare l’allarme ci ha pensato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con uno studio che illustra dei dati molto preoccupanti.

Lo studio dell’OMS sulla dipendenza da social e smartphone

Come accennato in precedenza, l’OMS, oltre agli studi relativi la salute globale, sta focalizzando molti sforzi nel reperire informazioni sull’aspetto mentale, soprattutto nei più giovani che, dopo la pandemia, stanno mostrando seri problemi collegati alla socialità, all’ansia e alla depressione.

Il report denominato “Un focus sull’uso dei social media e del gaming da parte degli adolescenti in Europa, Asia centrale e Canada” porta alla luce alcuni dati sull’uso compulsivo da parte delle nuove generazioni dei social network e le sfide che la società odierna deve affrontare per limitare questo fenomeno.

Nello specifico, nel 2022, l’11% del campione di adolescenti ha mostrato un uso problematico delle piattaforme social, una media scaturita tra le risultanze delle femmine, 13%, e i maschi, 9%. Percentuale in crescita rispetto al 2018, quando si arrivò al 7%. Il tutto si manifesta in comportamenti preoccupanti che non concernono unicamente all’uso smodato di smartphone e social ma anche nella repulsione verso le altre attività di svago, con conseguenze dannose nelle abitudini quotidiane che si manifestano attraverso stati d’ansia, depressione, scarso rendimento scolastico e fenomeni di bullismo.

Non solo social: il problema dei videogiochi

Il problema non riguarda però unicamente la dipendenza dai social network, ma anche l’uso eccessivo di videogiochi. Il gaming, che di recente ha visto la creazione di un gioco interamente dedicato ai brand, rappresenta una fetta molto importante del tempo libero dei giovani che trascorrono troppo tempo a giocare con console e computer. 

Secondo lo studio, il 22% degli intervistati gioca per almeno 4 ore al giorno ai videogiochi, creando problemi di socialità, e non solo, in maggioranza ai ragazzi (16%) ma anche alle ragazze (7%).

In linea generale, quindi, è necessario che le istituzioni e i governi nazionali si impegnino per creare e implementare nuovi programmi educativi per l’uso corretto dei dispositivi digitali, per creare le basi di una società sana.

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.

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