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La Cina e l’obbligo di etichettatura per i contenuti generati dall’AI sui social media

In una mossa che segna un precedente significativo per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, la Cina ha implementato una nuova legge che obbliga i fornitori di servizi e gli utenti a etichettare in modo chiaro tutti i contenuti generati dall’AI sui social media. La normativa, entrata in vigore il primo settembre 2025, mira a combattere la disinformazione, i deepfake e la manipolazione, garantendo maggiore trasparenza online.

Un approccio globale e rigoroso

Il regolamento, emesso congiuntamente dalla Cyberspace Administration of China (CAC) e da altre tre agenzie governative, richiede che i contenuti creati con l’AI siano contrassegnati sia con etichette esplicite visibili all’utente che con metadati incorporati nei file stessi. L’obbligo riguarda un’ampia gamma di contenuti, inclusi testo, immagini, audio, video e scene virtuali.

Questa misura si applica a tutte le principali piattaforme digitali cinesi, che sono state incaricate di implementare sistemi per rilevare e segnalare i contenuti non conformi. Piattaforme come WeChat, Douyin (la versione cinese di TikTok), Weibo e Xiaohongshu hanno già introdotto le nuove funzionalità per rispettare la legge. La decisione riflette la crescente preoccupazione globale per l’uso improprio della tecnologia generativa, e il governo cinese intende in particolare combattere la disinformazione, prevenire frodi e manipolazioni e garantire la trasparenza per gli utenti.

Le piattaforme sono ora responsabili non solo di etichettare i contenuti generati dalla AI, ma anche di fornire meccanismi per la segnalazione di materiale non etichettato da parte degli utenti. Le infrazioni possono portare a sanzioni amministrative, rafforzando la serietà con cui le autorità affrontano la questione.

Il contesto della regolamentazione AI

Mentre il dibattito sulla regolamentazione dell’AI è in corso in tutto il mondo, con sforzi simili in Unione Europea, Italia inclusa, e negli Stati Uniti, la Cina si posiziona come uno dei primi paesi ad aver introdotto una legislazione così specifica e vincolante. Già nel 2023, le “Disposizioni sull’amministrazione dei servizi di informazione basati sulla sintesi profonda di Internet” avevano imposto l’obbligo di etichettatura per i deepfake, ma la nuova normativa espande il campo di applicazione a tutti i contenuti generati dall’AI.

Questa mossa sottolinea la duplice strategia di Pechino, da un lato, promuovere lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, dall’altro, mantenere un controllo ferreo sul flusso di informazioni e sulla sicurezza nazionale. L’impatto di questa legge sarà rilevante sia per i creatori di contenuti che per i giganti tecnologici, che dovranno costantemente aggiornare i propri sistemi per identificare con precisione i contenuti generati dall’AI.

Redazione

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