Instagram è diventato uno dei social media più influenti e utilizzati al mondo, con oltre un miliardo di utenti attivi mensili. La piattaforma offre diverse modalità di condivisione dei contenuti, tra cui il Feed e le Storie.
Ognuna di queste ha caratteristiche uniche e vantaggi specifici, rendendole adatte a diverse strategie di comunicazione e marketing.
Ma cosa scegliere tra feed e storie per una campagna di digital marketing efficace? Per capirlo dobbiamo comprendere pienamente cosa si intende con questi due contenuti e le differenze che esistono tra di loro.
Cos’è il feed di Instagram: pro e contro
Il feed di Instagram è la parte principale della piattaforma dove gli utenti pubblicano foto e video che rimangono visibili nel profilo. Ogni post creato si integra in una griglia visiva, permettendo agli utenti di curare attentamente l’estetica del loro profilo. I post nel feed possono contenere didascalie, hashtag e geolocalizzazione e sono permanenti, a meno che non vengano rimossi.
Proprio la permanenza è uno dei principali vantaggi di questo contenuto, in quanto i post nel feed rimangono visibili nel profilo dell’utente, il che significa che possono essere visualizzati e interagiti nel tempo, contribuendo a costruire una narrazione coerente del brand e a poter portare aventi una cura estetica, pianificando il feed e creando un aspetto visivo che rispecchi la propria identità.
Inoltre, questi elementi possono essere condivisi, commentati e salvati, aumentando le possibilità di interazione e portando a un maggiore engagement nel tempo.
Utilizzando hashtag pertinenti, i post nel feed possono essere scoperti da utenti non follower, aumentando la visibilità del profilo e attirando nuovi follower.
Sebbene questi innumerevoli vantaggi, esistono anche alcuni contro collegati a questi contenuti, in primis la saturazione del feed, che è estremamente affollato, con milioni di post pubblicati ogni giorno. Una evidenza che rende difficile per i nuovi contenuti emergere e catturare l’attenzione degli utenti. Le aziende e i creator devono quindi fare uno sforzo considerevole per distinguersi dalla massa, in un contesto in cui gli influencer dominano la scena.
Poiché il feed è spesso visto come uno spazio per contenuti curati e di alta qualità, c’è una pressione concreta per mantenere elevati standard visivi e di contenuto, richiedendo tempo, risorse e competenze, e scoraggiando i creator che non possono investire adeguatamente, senza contare le limitazioni di formato (foto quadrate, verticali o orizzontali).
Altro aspetto negativo è quello collegato al fatto che Instagram utilizza algoritmi complessi che determinano quali post vengono mostrati agli utenti, il che significa che anche i contenuti di alta qualità potrebbero non raggiungere il pubblico desiderato se non ottimizzati correttamente. Proprio per queste variabili, costruire una presenza solida nel feed richiede un impegno a lungo termine. Le aziende devono pubblicare regolarmente contenuti per mantenere l’interesse del pubblico che, oltretutto, non può essere misurato in modo efficace, in quanto le metriche come “mi piace” e commenti non sempre riflettono l’effettivo impatto commerciale.
Cos’è Instagram Stories: pro e contro
Le Storie di Instagram sono contenuti temporanei che scompaiono dopo 24 ore. Questa funzione consente agli utenti di condividere momenti quotidiani, aggiornamenti e contenuti più informali senza la pressione di mantenere una coerenza estetica. Le storie possono includere foto, video, GIF, adesivi interattivi e sondaggi.
La natura temporanea delle storie incoraggia la creazione di contenuti più spontanei e autentici, senza l’”obbligo” di produrre contenuti “perfetti“, come nel feed.
Inoltre, uno dei principali vantaggi è la possibilità di utilizzare strumenti interattivi come sondaggi, quiz e domande, che incentivano l’engagement e la partecipazione attiva del pubblico, oltre a poter contare su una maggiore visibilità, in quanto le storie appaiono in cima al feed degli utenti, garantendo che vengano visualizzate prima dei post nel feed.
All’interno delle stories possono essere inseriti link esterni (per gli account con oltre 10.000 follower) e call to action, indirizzando il traffico verso siti web, prodotti o altre piattaforme.
Per tutti questi motivi, questa tipologia di contenuto offre un modo dinamico e interattivo di condivisione, ma presenta anche alcune limitazioni.
Scomparendo dopo 24 ore, comporta che gli utenti non possono rivederle in un secondo momento, con il rischio diridurre l’impatto a lungo termine del contenuto e la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio nel tempo.
Come per il feed, anche le storie hanno restrizioni di formato e durata. I video possono durare solo fino a 15 secondi per clip, e le immagini devono adattarsi a specifiche dimensioni, complicando la comunicazione di messaggi più complessi o dettagliati.
Sebbene possano generare interazioni, spesso non ricevono lo stesso livello di engagement rispetto ai post nel feed. Gli utenti potrebbero semplicemente visualizzarli senza interagire attivamente con esse, rendendo difficile catturare la loro attenzione, senza contare la forte competizione con altre storie di influencer e brand più consolidati.
A differenza dei post nel feed, le storie non possono essere ottimizzate per la ricerca tramite hashtag e parole chiave in modo efficace, una evidenza che limita la loro capacità di essere scoperte da nuovi utenti al di fuori della propria rete.
Feed o Storie: quale scegliere?
La scelta tra feed e storie dipende dagli obiettivi di comunicazione e marketing. Se il focus è sulla creazione di una presenza di brand duratura e curata, il feed è fondamentale. D’altra parte, se si desidera interagire in modo più immediato e autentico con il pubblico, le storie rappresentano uno strumento efficace.
Molti brand e influencer adottano un approccio integrato, utilizzando sia il feed che le storie per massimizzare l’engagement. Ad esempio, un brand può utilizzare il feed per presentare nuovi prodotti in modo professionale e visivamente accattivante, mentre le storie possono essere utilizzate per mostrare il dietro le quinte, promuovere eventi in tempo reale o condurre sondaggi per raccogliere feedback.
