Nel panorama lavorativo odierno, la padronanza dell’intelligenza artificiale non è più un semplice plus, ma si sta affermando come una vera e propria risorsa determinante per la carriera e per i guadagni collegati.
Chi possiede queste competenze sta ottenendo infatti compensi economici nettamente superiori, una tendenza che si estende ben oltre il settore tecnologico, coinvolgendo ambiti come il marketing, la finanza e le risorse umane, come sottolineato da innumerevoli studi al riguardo.
Se conosci l’AI guadagni di più
Come appena accennato, studi di settore confermano questo fenomeno. Secondo l’AI Jobs Barometer 2025 di PwC, i professionisti con abilità in AI possono arrivare a guadagnare fino al 56% in più.
La società di ricerca Lightcast, analizzando un vastissimo numero di offerte di lavoro, ha rilevato che il surplus salariale medio è del 28%, equivalente a circa 18.000 dollari annui, e può salire al 43% per posizioni che richiedono competenze multiple. Come ha spiegato Elena Magrini a CNBC, le aziende sono sempre più disposte a pagare profumatamente per chi possiede queste abilità.
Inoltre, una ricerca di Foote Partners ha dimostrato che le competenze pratiche in AI sono di gran lunga più remunerative delle sole certificazioni teoriche. Le abilità concrete vengono premiate con aumenti salariali che variano dal 19% al 23%, mentre le certificazioni portano a incrementi molto più modesti, tra il 9% e l’11%. Una tendenza globale che non riguarda solo gli Stati Uniti: un’analisi del Regno Unito ha evidenziato che le offerte di lavoro che richiedono AI offrono un premio del 23%, un valore superiore a quello di un master.
La necessità di aggiornarsi
Questo cambiamento riflette una trasformazione nel mondo del lavoro verso un modello basato sulle competenze specifiche necessarie per svolgere determinate attività.
Con l’automazione di alcune mansioni grazie all’AI, diventano fondamentali nuove capacità come il pensiero critico, l’ingegneria rapida (cioè la capacità di interagire efficacemente con i sistemi di AI) e la gestione etica della tecnologia.
D’altra parte, nonostante la transizione offra grandi opportunità, solleva anche il problema di come la maggior parte dei lavoratori possa acquisire queste competenze. In questo nuovo scenario, i reparti delle risorse umane devono trovare un modo per tenere il passo della costante e rapidissima evoluzione dell’intelligenza artificiale, offrendo strumenti e percorsi formativi in grado di aggiornare le competenze dei propri lavoratori e di gestire al meglio il capitale umano.
