L’intelligenza artificiale sta permeando sempre più aspetti della nostra vita quotidiana, promettendo efficienza e innovazione in settori disparati, dalla sanità all’automazione domestica. Questa rapida diffusione dell’AI, tuttavia, non è priva di risvolti complessi e solleva interrogativi significativi tra gli utenti.
Parallelamente all’entusiasmo per le sue potenzialità, crescono infatti le paure degli utenti legate a diversi aspetti. Dalla violazione della privacy alla sicurezza dei dati personali, fino ai timori sull’impatto sul mondo del lavoro e sulla possibilità che l’AI possa superare il controllo umano, l’adozione di queste tecnologie è accompagnata da una serie di apprensioni che meritano un’attenta considerazione, come emerso da un recente studio.
Lo studio di Samsung
In Europa e in Italia, l’intelligenza artificiale non fa dormire sonni tranquilli a moltissimi utenti, in particolare per quanto riguarda il nostro Paese, con gli italiani che sono in apprensione soprattutto per quel che concerne la privacy. Ben il 90%, infatti, non si fida dell’AI, con quasi la metà (45%) che si dichiara “molto” preoccupata.
A sottolineare questo trend uno studio condotto da Samsung su un campione di 8000 utenti di diverse fasce di età, che ha posto l’attenzione sulla sicurezza percepita da chi utilizza l’AI.
Nello specifico, il 66% degli intervistati italiani teme furti di denaro derivanti dall’accesso non autorizzato a dati sensibili, mentre il 54% è preoccupato per i metadati, che combinati tra loro possono praticamente risalire a un profilo in modo molto preciso.
Il controllo dei dati e le barriere all’utilizzo
Inoltre, circa 2 italiani su 3 ritengono di non avere il pieno controllo sui propri dati quando utilizzano dispositivi elettronici, mentre un terzo accetta le impostazioni predefinite delle app senza comprenderne appieno le implicazioni, rivolgendo un consenso spesso affrettato, che è in contrapposizione con la visione del 13% degli italiani, che ritiene che i brand non proteggano affatto i loro dati.
Queste paure impediscono ai consumatori di sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle tecnologie più recenti. Al riguardo, il 15% degli italiani non ha accettato lo scambio di dati tra dispositivi smart nell’ultimo anno, mentre il 65% si mostrerebbe favorevole ad implementare l’AI, in particolare per le soluzioni smart di domotica, a condizione di sentirsi più sicuro in merito alla loro sicurezza.
