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Il commercialista per influencer. Come gestire la fiscalità dei nuovi lavori del web

La creator economy italiana non è più una nicchia. Solo in Italia il settore degli influencer ha raggiunto un valore di 4 miliardi e oltre 25 mila imprese, con una crescita costante alimentata da sponsorizzazioni, contenuti a pagamento, affiliazioni e monetizzazione pubblicitaria sulle principali piattaforme social.

Eppure, a questa espansione economica non sempre ha corrisposto una gestione fiscale adeguata. Un esempio lampante è l’operazione condotta a marzo 2024 dalla Guardia di Finanza di Bologna che ha portato alla luce oltre 11 milioni di euro di compensi non dichiarati da parte di un gruppo di influencer e content creator italiani, alcuni dei quali risultavano addirittura del tutto sconosciuti al fisco.

Il riconoscimento ufficiale della professione

Fino a poco tempo fa, chi lavorava come creator digitale si trovava in una zona grigia normativa, costretto a ricorrere a codici ATECO generici per classificare la propria attività.

Dal 1° gennaio 2025, il legislatore ha introdotto un codice ATECO specifico, il 73.11.03 “Attività di influencer marketing“, per identificare in modo univoco l’attività di influencer e content creator, un riconoscimento ufficiale che fino al 2024 mancava completamente.

Parallelamente, con la Circolare INPS n. 44 del 19 febbraio 2025, l’Istituto ha chiarito il quadro normativo relativo alla previdenza sociale per i content creator, delineando i criteri per l’iscrizione alla Gestione Separata INPS o al Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo.

Gli interventi normativi appena citati segnano una svolta: l’influencer non è più una figura ambigua, ma un lavoratore autonomo digitale con precisi obblighi fiscali e previdenziali.

Creator digitali: quando si deve aprire la Partita IVA?

La domanda che molti creator si pongono all’inizio è se sia davvero necessario aprire una Partita IVA. La risposta dipende dalla natura dell’attività. Se l’attività è organizzata, abituale e ripetuta nel tempo, la Partita IVA è obbligatoria. Non serve invece per una collaborazione del tutto occasionale o isolata, come un’unica sponsorizzazione nell’arco di un anno.

Per operare come creator o influencer è essenziale aprire una Partita IVA, con un inquadramento che può avvenire come libero professionista, con iscrizione alla Gestione Separata INPS, oppure come ditta individuale, con iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti.

La scelta tra le due forme dipende dalla struttura dell’attività: chi lavora in modo autonomo senza collaboratori e senza una vera organizzazione d’impresa ricade generalmente nella prima categoria.

Regime forfettario o ordinario: quale conviene?

Una volta aperta la Partita IVA, la scelta del regime fiscale è determinante per l’ottimizzazione del carico tributario. Il regime forfettario è vantaggioso per diversi motivi: consente di semplificare la gestione fiscale, ridurre il carico burocratico e beneficiare di un’imposta sostitutiva pari al 15% sul reddito imponibile. Per i nuovi contribuenti che aprono la Partita IVA per la prima volta, l’aliquota può scendere addirittura al 5% per i primi cinque anni di attività.

Il regime forfettario rimane accessibile fino a un fatturato annuo di 85.000 euro: superata questa soglia, il passaggio al regime ordinario diventa obbligatorio dall’anno successivo.

Quest’ultimo, più complesso sul piano contabile, consente però di dedurre le spese effettivamente sostenute, come attrezzature, software, abbonamenti a piattaforme e collaborazioni esterne, e può risultare conveniente per chi ha costi elevati e ricavi molto alti. R

Gli obblighi previdenziali: la gestione separata INPS

Oltre alle imposte sul reddito, i creator devono fare i conti con i contributi previdenziali. Gli influencer rientrano generalmente nella gestione separata INPS, con un’aliquota 2025 pari al 25,72% del reddito imponibile.

La circolare INPS n. 44/2025 ha distinto tre categorie principali: la gestione separata per autonomi e professionisti senza cassa, per chi opera senza struttura d’impresa; la gestione separata commercianti, per chi svolge un’attività d’impresa con guadagni derivanti da pubblicità, vendita di contenuti o affiliazioni; e infine il fondo pensioni lavoratori dello Spettacolo, per chi realizza contenuti a scopo pubblicitario come testimonial.

Capire in quale categoria si rientra non è sempre immediato ed è uno dei punti in cui il supporto di un commercialista esperto in economia digitale fa davvero la differenza.

La fiscalità internazionale: un tema delicato

Un aspetto spesso trascurato riguarda i creator che ricevono compensi dall’estero o che vivono in un Paese diverso da quello in cui si trova il loro pubblico. La gestione fiscale internazionale è particolarmente delicata per gli influencer con residenza fiscale all’estero ma pubblico prevalentemente italiano: errori in questo ambito possono generare fenomeni di doppia imposizione o sanzioni significative.

Anche le piattaforme digitali stanno diventando uno strumento di controllo nelle mani dell’Agenzia delle Entrate. Una specifica normativa impone ai gestori di piattaforme come YouTube, Instagram, TikTok e Twitch di comunicare alle autorità fiscali i dati degli utenti che realizzano proventi tramite i loro servizi, trasmettendo informazioni su identità, somme guadagnate e conti correnti collegati. In pratica, l’anonimato fiscale per chi monetizza online è ormai un’illusione.

Perché affidarsi a un commercialista specializzato

Gestire correttamente la propria posizione fiscale come creator richiede competenze che vanno ben oltre la semplice compilazione della dichiarazione dei redditi. Scegliere il codice ATECO corretto, valutare il regime fiscale più conveniente, rispettare le scadenze per i versamenti INPS, gestire i rapporti con committenti stranieri e documentare adeguatamente le spese deducibili sono operazioni che, se mal eseguite, possono portare a contestazioni per compensi non dichiarati, omessa apertura della Partita IVA o errata applicazione del regime forfettario.

Un professionista aggiornato sulle specificità della creator economy non è un costo superfluo, ma un investimento strategico. In un settore dove le regole cambiano rapidamente e i controlli si moltiplicano, avere al proprio fianco un commercialista esperto significa potersi concentrare sulla propria attività creativa con la certezza di essere in regola.

Pierfrancesco Palattella

Pierfrancesco Palattella

SEO Specialist, Esperto in Digital PR, Giornalista sul web. Consulente Seo dal 2012; Founder & Ceo della Linking Agency dal 2021; fondatore del giornale online La Vera Cronaca nel 2009, del giornale online Influent People nel 2024; del giornale online Best of Puglia nel 2025.

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