Il settore aeronautico è uno degli ambiti più complessi e regolamentati al mondo. Ogni dettaglio, ogni procedura, ogni certificazione risponde a un unico obiettivo imprescindibile, la sicurezza. In questo contesto nasce Daidalos Aviation Safety, realtà fondata da Enrico Deodati, prima come professionista dell’Autorità nazionale dell’Aviazione Civile (Registro Aeronautico Italiano, dal ’91 ed ENAC dal ‘97) poi come dirigente di gruppo di un’importante azienda nazionale.
In questa intervista, Deodati racconta come è nata Daidalos, quali sfide ha dovuto affrontare per affermarsi in un mercato dominato da grandi nomi e quali saranno i cambiamenti normativi che nei prossimi anni segneranno un vero e proprio cambio di paradigma per l’aviazione.
Qual è stato il momento esatto, o l’intuizione chiave, che l’ha convinta che il mercato avesse assolutamente bisogno di una realtà come Daidalos, e che la sua specifica esperienza fosse l’unica in grado di fornirla?
Il settore aeronautico è un settore in continua evoluzione e crescita, ed è fortemente “irregimentato” da norme volte a garantire la sicurezza che ciascuno di noi presuppone ogni volta prenda un aereo: il “corpus normativo”, che riguarda tutti i domini dell’aviazione (aeronavigabilità, licenze del personale, operazioni, aeroporti etc.) è molto complesso e, pertanto, le Aziende hanno bisogno di fare formazione continua su queste norme (che sono leggi dello Stato): è evidente che un professionista che è stato impegnato su entrambi i fronti conosce perfettamente le esigenze dell’Autorità e quelle delle Aziende e, pertanto, è in grado di offrire sintesi efficaci tra queste diverse esigenze che non sono sempre collimanti: perché la sicurezza è un costo e perché le Aziende, per fare business, devono tendere a minimizzare i costi per la gestione del business.
In che modo la vostra filosofia si differenzia dall’approccio più comune nel settore?
La formazione è un elemento strategico della crescita di un’organizzazione e, nel nostro settore, è obbligatoria. Purtroppo, mentre le Aziende aeronautiche devono costantemente adeguarsi all’evoluzione normativa, la formazione spesso è ancora “antica”, “burocratica”, “statica”, si fonda sul principio di informare, piuttosto che di formare, parlare delle proprie conoscenze ed esperienze anziché spiegare i requisiti normativi e la loro applicazione pratica nell’Azienda in cui il corso si tiene: è rimasta “unidirezionale”, riversamento delle conoscenze/esperienze del docente, e non “bidirezionale” cioè interattiva con l’Azienda stessa volta a far diventare la formazione un investimento e non un altro costo.
Può spiegarci come funzionano i vostri corsi?
A tutti gli effetti si tratta di “corsi consulenziali”, corsi cioè che, spiegando le normative, ne evidenziano l’impatto sul funzionamento delle organizzazioni, aiutando queste ad operare nella maniera attesa dalla normativa e migliorando il funzionamento dell’Azienda stessa e, quindi, in definitiva migliorando la sicurezza delle operazioni dell’organizzazione.

Qual è stato il momento più difficile o la sfida più grande che ha dovuto affrontare nel passaggio da manager dipendente a fondatore di una sua azienda, soprattutto in un settore così altamente regolamentato come l’aviazione?
La sfida più grande è stata quella di qualsiasi azienda entri in un mercato con regole fatte da altri, con relazioni consolidate, con “nomi” storici del settore che, spesso per inerzia psicologica, costituiscono una “confort zone”. Ma è l’inizio di una qualsiasi “start-up” il cui successo dipende soltanto dalla determinazione e dall’impegno profuso nel realizzare una diversa visione rispetto ad abitudini consolidate: in questo sono stato fortunato perché moltissime aziende mi hanno dato fiducia, hanno apprezzato enormemente, il diverso approccio, sia alla formazione che alla consulenza.
In un settore ad alta tecnologia, come si misura e si quantifica il successo di una formazione orientata al miglioramento delle performance umane?
Quando parliamo di performance umane non dobbiamo solo pensare alle performance degli operativi, che sono fondamentali, ma anche a quelle del management che orientano quelle degli operativi: la formazione serve a tutti i livelli dell’organizzazione, tenendo conto delle diverse responsabilità, interne ed esterne, dei vari livelli aziendali e, quindi, della necessità di ricevere una formazione, non diversa nei contenuti, spesso prescritti, ma negli obiettivi e cioè nella forma e nei modi in cui viene erogata, per renderla maggiormente efficace.
In che modo l’approccio “consulenziale” della vostra formazione si traduce concretamente nella quotidianità aziendale?
Per quello che dicevo prima: la declinazione pratica della normativa (che è la stessa per tutte le aziende che fanno un certo tipo di attività, indipendentemente dalle dimensioni e/o dalla complessità delle attività stesse) consente alle Aziende di comprendere la norma nel concreto, di far vivere la norma all’interno dell’Azienda, considerandola non più come un qualcosa “che si deve fare perché ce lo dice la legge”, ma come il modo migliore per fare le cose che facciamo: tutti, in una qualsiasi Azienda, nella quale sono pagati per il proprio lavoro, vorrebbero migliorare il proprio modo di lavorare.

Qual è la lacuna più diffusa che riscontrate nelle aziende italiane in merito all’auditing esterno e alla comunicazione dei requisiti ai fornitori? E qual è il primo passo che Daidalos suggerisce per risolverla?
Questo è un “punctum dolens”. Nel settore dell’aerospazio e della difesa, la norma principe per la catena di fornitura è la AS/EN 9100 e cioè la stragrande maggioranza dei fornitori, se non tutti, hanno come primo requisito Cliente quello di essere certificati in accordo a questa norma (volontaria), la quale, però, è spesso inutile ai fini dell’obiettivo principe del nostro settore che è la sicurezza per le operazioni dell’Azienda e la sicurezza per la collettività che usa il mezzo di trasporto aereo. Ho scritto un lungo post su questo tema, riportato nel sito di Daidalos (www.daidalos.cloud). In sintesi, possiamo dire che c’è bisogno di un’ampia rivisitazione del sistema delle certificazioni volontarie.
Qual è la prossima grande sfida normativa che le aziende del settore aeronautico dovranno affrontare nei prossimi 3-5 anni e come Daidalos si sta preparando a supportarle?
Siamo nel pieno di due enormi sfide normative che cambieranno i sistemi di gestione delle aziende aeronautiche, sfide normative imposte dalle nostre conoscenze e dai tempi che viviamo. La prima, ancora agli albori, è l’introduzione in tutte le organizzazioni aeronautiche certificate (in accordo alla normativa cogente, cioè i regolamenti europei di settore) di nuovi principi di gestione per la sicurezza del volo e questo perché è l’osservazione della realtà che ci dimostra la necessità di passare a questo nuovo sistema di gestione delle Aziende aeronautiche (Safety Management System, SMS); in sintesi, non si parlerà più di assicurazione della qualità bensì di assicurazione della sicurezza (del volo): è un cambio culturale radicale e, come tutti i cambi culturali occorre lavorare sulla testa, sui pensieri, sulle abitudini delle persone, cosa non semplice. Daidalos Aviation Safety ha fatto un lavoro enorme di formazione e consulenza sull’SMS, lavoro che è stato reso possibile dalla fiducia accordataci dalle Aziende. L’altra grande sfida normativa, invece, è dettata dai tempi che viviamo,con la necessità di introdurre, in tutte le organizzazioni aeronautiche, anche un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (Information Security Management System, ISMS) e questo perché gli attacchi condotti sui sistemi informatici e sulle reti di dati, ma anche sui sistemi fisici di gestione, stanno diventando sempre più minacciosi, anche per la sicurezza aerea (quello che è successo all’aereo della Presidente della Commissione europea ne è un esempio paradigmatico). Sull’ISMS Daidalos Aviation Safety ha organizzato workshop introduttivi e corsi per le Aziende, proprio per consentire alle Aziende di comprendere la difficoltà di questi nuovi regolamenti che investono pienamente, ai fini della certificazione dell’Azienda, anche funzioni come l’Information (&Communication) Technology finora considerate “ancillari” al “core business” aziendale e che non hanno la necessaria dimestichezza con la sicurezza aerea, così come coloro che si sono sempre occupati di sicurezza aerea hanno, mediamente, scarsa conoscenza delle materie I(C)T.
Avete in previsione di espandere l’attività o le collaborazioni anche ad altri settori che, pur non essendo strettamente aeronautici, presentano dinamiche di sicurezza e regolamentazione complesse e dove l’esperienza acquisita in aviazione potrebbe essere traslata con successo?
No, non lo prevediamo e non credo che lo prevederemo, pur essendoci settori nei quali vi sono forti similitudini (penso, in particolare, alle Sale Operatorie e/o all’organizzazione degli ospedali, in cui può esserci in gioco la vita umana). Questo perché sono innamorato del mio lavoro e del settore nel quale lo svolgo e difficilmente vengo attratto da aspetti estranei a questo amore, ampiamente ripagato dalla fiducia riposta dalle Aziende in Daidalos Aviation Safety. Poi, però, mai dire mai.
C’è invece un settore, invece, nel solco della mia attività, che ha sicuramente bisogno di essere rinforzato perché assolutamente trascurato ed è la formazione sulla normativa aeronautica nelle facoltà di Ingegneria aeronautica/aerospaziale, che è tenuta in scarsa considerazione. Questo è un grosso errore, per due ordini di motivi: è un errore delle Università che non si preoccupano di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro su materie la cui conoscenza è essenziale nel mondo aeronautico, forse manco lo capiscono o non gli interessa; ed è un errore da parte degli studenti, che affascinati dall’idea di progettare non comprendono che il modo migliore per entrare in aeronautica avendo una visione completa del sistema è proprio passare attraverso la conoscenza dei Regolamenti che presiedono al sistema.
