Elezioni USA: il comportamento dei social

Si è conclusa nella notte di ieri quella che può essere considerata la giornata più importante a livello mondiale, vale a dire le Elezioni USA che hanno visto Donald Trump prevalere su Kamala Harris, imponendosi come prossimo 47esimo Presidente degli Stati Uniti.

Nei mesi precedenti, come ovvio, la disputa elettorale si è giocata anche e soprattutto nell’ambiente digitale, il “terreno” in cui i due candidati hanno impostato gran parte delle proprie campagne che, come abbiamo scritto in un recente articolo, ha visto il Partito Democratico investire maggiormente in adv rispetto a quello Repubblicano.

I social network, in particolare, hanno evidenziato i diversi comportamenti dei candidati e degli utenti, sia a livello di tono di voce utilizzato che per quel che concerne l’interazione verso i propri elettori.

L’analisi social di Mimesi

Mimesi, azienda specializzata nel monitoraggio dei media, ha condotto un’accurata analisi sui comportamenti di Trump e Harris sui social network, focalizzandosi soprattutto sulla tipologia di messaggi, l’interazione con gli utenti e le parole utilizzate.

Dal report, si evince in primo luogo un grande vantaggio in termini di parola chiave della voce “Trump” che nell’ultimo anno è stata menzionata in oltre un miliardo di contenuti. Per quanto riguarda “Harris“, invece, l’exploit è avvenuto chiaramente dopo il ritiro di Joe Biden, con oltre 37 milioni di post nella sola giornata del 22 luglio.

Nel mese antecedente alla giorno delle elezioni, la keyword del candidato repubblicano ha ottenuto il 50% in più di menzioni rispetto a quella della candidata democratica, con una maggioranza da parte degli utenti maschili (67%). La Harris, invece, vede un incremento delle citazioni femminili, con il 45% dei post pubblicati da utenti donne.

Passando all’analisi dei contenuti, i profili di Kamala Harris si sono focalizzati sul rischio di un “potere incontrollato” (“unchecked power”) di Trump e su altre keyword come “middle class” o “health care”, sottolineando il suo possibile ruolo di Presidente di tutti gli americani.

Il Tycoon repubblicano ha spinto molto sul suo claim divenuto iconico “Make America Great Again”, riconoscibile anche con l’ormai noto acronimo MAGA, che ha caratterizzato anche le campagne elettorali delle elezioni presidenziali precedenti. A questo si aggiunge la ripetizione di termini come “save America” e “fight” e l’appellativo di “Comrade“, compagno, alla Harris, collegandolo al rischio di comunismo in caso di elezioni a favore della candidata democratica.

L’interazione con gli elettori

Anche per quanto riguarda l’interazione social con gli elettori, Trump e Harris hanno impostato approcci diversi.

La vicepresidente si è rivolta agli utenti con una strategia che viene definita “one to many”, ovvero inviando messaggi che coinvolgono il pubblico in modo indiretto.

Donald Trump, invece, si è avvalso di un approccio “one to one”, rispondendo o interagendo con i singoli utenti, inviando messaggi personalizzati, probabilmente attraverso sistemi, basati sull’Intelligenza Artificiale, di autoreply o messaggistica automatizzata, come sottolineato dalla percentuale del 99% degli oltre 840 mila contenuti pubblicati su X nell’ultimo mese dal canale ufficiale del repubblicano.

Redazione

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