Maria Chiara Farina (MCA Space Solution

L’eleganza sostenibile del design di Maria Chiara Farina (MCA Space Solution)

Maggio 16, 2026

Quella di Maria Chiara Farina è una storia costruita  sull’incontro tra tecnica e sensibilità, tra rigore e immaginazione. Nata nel 1985, cresce con l’amore per il disegno e la pittura, passioni che la portano a intraprendere una formazione artistica prima degli studi in Ingegneria Edile Architettura all’Università dell’Aquila. Dopo oltre dieci anni nel settore delle infrastrutture all’interno di una multinazionale, comprende però che la sua vera vocazione è altrove.

È dal rinnovamento di appartamenti a Roma, seguito inizialmente nel tempo libero, che prende forma la visione di MCA Space Solution. Un approccio contemporaneo all’abitare, in cui la progettazione non è mai soltanto estetica, ma ricerca costante di equilibrio tra bellezza, praticità e sostenibilità economica. Una filosofia che oggi si traduce anche in consulenze online e progetti seguiti interamente a distanza grazie a strumenti digitali avanzati, rendering 3D e showroom virtuali pensati per rendere l’esperienza immersiva e accessibile ovunque.

Accanto alla progettazione di interni, Farina è oggi impegnata anche nello sviluppo di MCA Atelier, una linea di mobili e complementi disegnati da lei e realizzati insieme ad artigiani selezionati.

In questa intervista Maria Chiara ci accompagna dentro il suo universo creativo, fatto di intuizioni, coraggio e ricerca estetica, dove la casa smette di essere soltanto uno spazio e diventa identità, emozione e riflesso di chi la vive.

La sua storia professionale parte dall’ingegneria e arriva all’interior design passando per una multinazionale. C’è stato un momento preciso in cui ha capito che il “progetto casa” sarebbe diventato il suo vero linguaggio espressivo?

E’ stato un percorso, lento ma inarrestabile. Sebbene mi impegnassi moltissimo nel vecchio lavoro come ingegnere nella multiunazionale di grandi opere, sentivo che non era quella la mia vera strada. L’ingegneria mi ha dato struttura e metodo, mentre l’esperienza in multinazionale mi ha insegnato organizzazione e visione strategica. Ma sentivo che mancava una componente più emotiva, più umana.

L’inizio è stato segnato stato quando ho ristrutturato la casa dove oggi vivo con la mia famiglia. Entrando nell’immobile ho immediatamente visto nella mia testa come sarebbe diventata con il mio intervento. E grazie devo dire alla fiducia che mio marito ha riposto in me, oggi resta una delle case più belle che secondo me ho realizzato, senza vincoli alla mia creatività.

Prima dell’università ha seguito un percorso artistico. Che ricordo ha di quegli anni e quanto sente che abbiano influenzato il suo modo di vedere oggi l’architettura e il design?

Ho frequentato il liceo artistico, grazie ai miei genitori, che mi lasciarono la libertà di scegliere ciò che mi piaceva. All’epoca, nella realtà di provincia, non era una scuola “d’elite”.

A me invece ha dato tantissimo, mi ha insegnato molto sulla storia dell’arte e dell’architettura, mi ha insegnato tecniche pittoriche antiche ed ha affinato molto il mio senso estetico.

Il suo percorso racconta anche il coraggio di lasciare una strada sicura per seguire una vocazione. Che consiglio darebbe a chi sente di avere un talento creativo ma teme di trasformarlo in lavoro?

Direi di non aspettare il momento perfetto, perché spesso non arriva mai.

Chi ha una sensibilità creativa tende anche ad avere molta autocritica, e questo può bloccare. Ma il talento ha bisogno di essere allenato nella realtà, non protetto nella teoria.

Consiglio di dedicare tutte le ore del tempo libero, fosse anche la notte, a creare qualcosa. Che sia aiutare un amico ad arredare una nuova casa oppure creare dei piccoli angoli della propria casa da fotografare bene e pubblicare nel modo giusto. Io ho fatto così, funziona!

Dopo anni nel settore infrastrutturale, cosa le ha insegnato il mondo corporate che oggi applica nel suo studio e nella gestione dei clienti?

Il mondo corporate mi ha insegnato il metodo.

Oggi nel mio studio applico una struttura molto precisa: organizzazione dei processi, attenzione ai dettagli, gestione chiara delle tempistiche e capacità di ascolto del cliente.

Spesso si immagina il lavoro creativo come qualcosa di puramente istintivo, ma i progetti migliori nascono quando sensibilità estetica e rigore coesistono e convivono

Inoltre, l’esperienza in multinazionale mi ha insegnato a gestire relazioni complesse e a mantenere lucidità anche sotto pressione, cosa fondamentale nei cantieri e nei progetti ad alta personalizzazione.

In che modo il suo studio si differenzia oggi da un classico servizio di interior design? Qual è l’approccio che sente davvero distintivo di MCA Space Solution?

Non amo definire MCA Space Solution come un semplice studio di interior design, perché il nostro approccio parte prima di tutto dalla costruzione di un’atmosfera e questo lo otteniamo principalmente cercando dall’inizio pezzi di antiquariato e decò attorno a cui costruiamo tutto il progetto.

Mi interessa creare ambienti senza tempo, in cui convivano eleganza contemporanea e memoria storica, oltre che un approccio eco sostenibile che mi sta molto a cuore.

Lavoriamo su contrasti calibrati: antico e moderno, minimalismo e materia, rigore e calore.

Credo che il tratto distintivo dello studio sia proprio questa ricerca di equilibrio sofisticato, mai gridato.

C’è un’artista, un museo o una città che sente particolarmente vicini alla sua sensibilità artistica e progettuale?

Senza dubbio Leonardo Da Vinci, per il suo essere artista a 360 gradi. E poi Roma che è sicuramente la città che ha influenzato di più il mio sguardo progettuale.

Vivere ogni giorno a contatto con stratificazioni storiche così potenti ti insegna che la bellezza non è mai solo estetica: è tempo, memoria, proporzione.

Tra i luoghi che sento particolarmente vicini alla mia sensibilità ci sono anche alcune residenze storiche italiane, dove l’imperfezione del tempo convive con un’eleganza incredibilmente contemporanea.

Oggi la consulenza online è spesso percepita come “meno personale” rispetto al rapporto tradizionale. Lei invece è riuscita a trasformarla in un punto di forza. Come si costruisce empatia con un cliente a distanza?

L’empatia non dipende dalla distanza fisica, ma dalla capacità di ascoltare davvero. Negli anni ho imparato che anche attraverso uno schermo è possibile costruire un rapporto molto autentico con il cliente, se si crea fiducia e dialogo.

La consulenza online, se ben strutturata, permette anche una comunicazione più fluida e continua. Ad oggi seguiamo diversi cantieri in luoghi sparsi d’Italia come Salerno, Firenze, Torino, L’Aquila etc. Inoltre, gli strumenti digitali oggi consentono di condividere materiali, render e visioni progettuali in modo estremamente immersivo oltre che rapidissimo. Credo che il cliente contemporaneo cerchi sì competenza, ma anche sensibilità e presenza. E questo può esistere anche a distanza.

Nel suo showroom digitale convivono innovazione, sostenibilità e senso estetico. Secondo lei, il futuro dell’interior design sarà sempre più virtuale o resterà indispensabile il contatto umano?

Penso che il futuro dell’interior design sarà sempre più ibrido.

La tecnologia continuerà a trasformare il modo in cui progettiamo, presentiamo e viviamo gli spazi, ma il contatto umano resterà centrale.

La casa è qualcosa di profondamente emotivo e personale: nessuna tecnologia potrà sostituire completamente la sensibilità umana nella comprensione dei bisogni e delle emozioni.

Credo però che il digitale rappresenti una straordinaria opportunità per rendere il design più accessibile, più veloce e più internazionale.

MCA Atelier rappresenta un passo ulteriore: non solo progettare spazi, ma creare oggetti. Quando ha sentito l’esigenza di disegnare mobili e complementi suoi?

È nato e si sta pian piano sviluppando in modo molto naturale. Dovrei e vorrei strutturarlo in maniera più precisa ma questo richiede tempo e un ampliamento del mio organico a cui sto già lavorando.

Durante i progetti mi rendevo conto che spesso non trovavo sul mercato oggetti capaci di rappresentare davvero l’atmosfera che volevo creare.

Da lì è nata l’esigenza di disegnare elementi più personali, capaci di dialogare perfettamente con gli spazi che immaginavo.

Le sue creazioni sembrano nascere dall’incontro tra tecnica e sensibilità. C’è un materiale, una forma o un dettaglio che sente particolarmente “suo”?

A oggi sento particolarmente mio l’uso dell’acciaio vintage, infinitamente riciclabile e dall’aspetto vissuto.

La forma che prediligo è senz’altro il rombo, che spesso utilizzo per creare gambe per tavoli o coffe table. Dettagli senza dubbio pezzi vintage e decò che hanno già un loro vissuto.

Guardando al futuro, qual è l’eredità che vorrebbe lasciare attraverso MCA Space Solution: un’estetica riconoscibile o un modo diverso di vivere gli spazi?

Il sogno di ogni Architetto è senza dubbio quello di lasciare un’impronta e influenzare in un certo senso l’architettura del proprio tempo. Ma questo è solo l’ultimo tassello e solo in pochissimi ci riescono.

Quello che ad oggi mi interessa trasmettere è che si posso creare ambienti fantastici e caldi senza spendere patrimoni e mescolando quanto più possibile materiali moderni a elementi antichi.

Claudia Barbara

Claudia Barbara

Claudia Barbara è una giornalista digitale ed esperta di content strategy. Collabora con la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation, dove si occupa della pianificazione e gestione strategica dei contenuti. È inoltre giornalista presso alcune delle principali testate editoriali digitali dell'agenzia, tra cui Influent People, La Vera Cronaca e Best of Puglia, contribuendo alla loro crescita editoriale con un approccio attento alla qualità e alla rilevanza dei contenuti.

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