Nell’era digitale, i social media sono diventati una parte integrante della nostra vita, offrendo piattaforme per connettersi, condividere e interagire. Tuttavia, insieme alle innumerevoli opportunità, ha preso piede un fenomeno allarmante di “odio social”, direttamente collegato a una figura ormai nota a tutti, l’hater.
Questi individui si nascondono spesso dietro l’anonimato di uno schermo, riversando commenti negativi, offensivi e talvolta minacciosi. Il loro bersaglio può essere chiunque, dalle celebrità agli utenti comuni, e le loro azioni possono avere un impatto devastante sulla salute mentale e sulla reputazione delle vittime, soprattutto per le nuove generazioni, sempre più afflitte da episodi di cyberbullismo.
Per porre un freno a questa situazione, è stata avanzata una proposta da parte dell’avvocato Angelo Pisani, Presidente nazionale dell’associazione Noi Consumatori, che vorrebbe introdurre il cosiddetto Daspo digitale.
Cos’è il Daspo digitale
Il Daspo digitale trae origine direttamente dal Daspo “tradizionale” (qui approfondimento su cos’è il Daspo), ovvero quella misura imposta a livello pubblico che impedisce la partecipazione alle manifestazioni sportive a coloro che si macchiano di comportamenti violenti durante un evento sportivo, cosa che accade spesso nelle partite di calcio. Il daspo negli anni è stato poi allargato anche a livello urbano, con il divieto di mettere piede in città in caso di reati per un certo periodo di tempo.
Come intuibile, il Daspo digitale riguarderà invece i social network e la proposta, come dicevamo in precedenza, è volta a colpire gli odiatori da tastiera, che con la loro attività online sono stati protagonisti di atteggiamenti negativi, offensivi nei confronti di altri utenti.
La proposta dell’Associazione Consumatori
La proposta arriva dall’avvocato Pisani dell’associazione Noi Consumatori, che vorrebbe portarla all’attenzione del Parlamento tramite una raccolta firme, con l’intento di introdurre una misura che possa tutelare in particolare le nuove generazioni, le più colpite dal fenomeno e anche le più vulnerabili, come dimostrato dagli innumerevoli casi di suicidio a seguito di episodi di cyberbullismo, ma anche per le tante accuse di molestie e violenze che ogni giorni leggiamo online, anche verso minorenni.
Come funziona il Daspo digitale
Il funzionamento del Daspo digitale ricalca quello tradizionale. All’utente che è stato riconosciuto come colpevole di atti criminali viene imposto il divieto di navigare sui social per un certo periodo di tempo e se viola tale disposizione o se dopo aver scontato la “pena” reitera nel reato si può prevedere anche l’arresto.
In questo modo, secondo il Presidente di Noi Consumatori, si introduce uno strumento che rafforza la tutela degli utenti sui social ma anche una forma di deterrenza preventiva, creando un ambiente digitale più sano e meno pericoloso per le nuove generazioni, ma è fondamentale la collaborazione tra le istituzioni ma anche tra i proprietari delle piattaforme.
