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Brand journalism: caratteristiche e definizione

Il brand journalism è una strategia di comunicazione che utilizza, come intuibile, le tecniche del giornalismo per raccontare la storia di un marchio, i suoi valori e le sue attività, ma anche per spaziare su vari argomenti del proprio settore di appartenenza.

Questa forma di comunicazione è emersa nel 2004, quando Larry Light, allora Chief Marketing Officer di McDonald’s, la definì come “la cronaca delle varie cose che accadono al mondo di un marchio, attraverso i giorni e attraverso gli anni”. L’obiettivo principale del brand journalism è quello di creare un legame emotivo tra il marchio e i consumatori, andando oltre la semplice promozione di prodotti.

Le caratteristiche del brand journalism

Una delle caratteristiche distintive del brand journalism è la narrazione autentica. Le aziende non si limitano a vendere prodotti, ma raccontano storie che riflettono i loro valori e la loro mission, attraverso uno storytelling coinvolgente ed emotivo. Questo approccio aiuta a costruire una connessione più profonda con il pubblico, poiché i consumatori sono attratti da storie che siano in linea con le loro esperienze e valori personali.

Per farlo, le aziende devono impostare attività che si basano sulla creazione di contenuti di alta qualità che informano, ma soprattutto intrattengono e coinvolgono il pubblico. Esistono varie forme di content tra cui possiamo citare articoli, video, podcast e infografiche, tutti progettati per catturare l’attenzione e mantenere l’interesse del lettore, e stabilire la credibilità del marchio.

Proprio per il focus sui valori e sulla mission del marchio, piuttosto che sulla vendita diretta di prodotti, questo approccio consente alle aziende di posizionarsi come leader di pensiero nel loro settore, affrontando temi rilevanti e condividendo conoscenze utili con il pubblico, che viene costantemente incoraggiato all’interazione, attraverso i social media e le altre piattaforme digitali, raccogliendo feedback e rispondendo alle domande. Una comunicazione bidirezionale che aiuta a costruire una comunità attorno al marchio e a rafforzare la fedeltà dei clienti.

Come detto, si possono sfruttare una varietà di formati per comunicare il messaggio desiderato, utilizzando un approccio multimediale che consente di raggiungere un pubblico più ampio e diversificato, adattandosi alle preferenze dei diversi segmenti di pubblico e alle nuove abitudini di fruizione di contenuti.

Esempi di brand journalism

Proprio per l’efficacia di questa strategia di marketing, molte aziende hanno deciso di puntare su attività di branding che attingono al giornalismo in tutte le sue forme, tradizionali o innovative.

Tra gli esempi di brand journalism possiamo citare Coca-Cola Journey, lanciato molti anni fa, un vero e proprio magazine online targato ovviamente Coca-Cola, ricco di storie, articoli e contenuti multimediali che raccontano il mondo del brand, i suoi valori e le sue iniziative.

The GE Reports di General Electric è un altro esempio, con l’azienda che ha creato una piattaforma di contenuti che esplora le grandi sfide del nostro tempo, dall’energia alle tecnologie mediche, con un approccio giornalistico e indipendente. Un modo per posizionarsi come leader nel proprio settore e per comunicare i propri valori e la propria visione del futuro.

Anche la Red Bull ha puntato su questa strategia, con la Red Bull Media House, fondata nel 2007, producendo video, articoli, eventi e progetti speciali che catturano l’attenzione del pubblico e rafforzano l’immagine del marchio. Grazie a questo approccio, l’azienda dei tori rossi è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di sport estremi e avventura, un marchio associato a valori come la libertà, la sfida e la passione, costruendo una community di fan fedeli e appassionati. Il media distribuisce anche una rivista dal nome Red Bull Bulletin.

Nel settore dell’abbigliamento tecnico troviamo Patagonia’s The Cleanest Line, il blog di Patagonia utilizzato per promuovere i valori dell’azienda e per coinvolgere il pubblico in cause importanti. Il portale ospita articoli e storie che raccontano l’impegno per l’ambiente e la sostenibilità, e che invitano i lettori a fare la propria parte.

In Italia, non possiamo non partire da Centodieci, il primo brand magazine italiano creato dal Gruppo Mediolanum, che combina arte, cultura e innovazione per raccontare l’azienda attraverso articoli e progetti che riflettono i valori del marchio.

Molto interessante anche l’Aboca Live Magazine, un esempio di come il brand journalism possa essere utilizzato per approfondire temi legati al settore dell’azienda, in questo caso quello della salute e del benessere naturale, con contenuti di alta qualità, basati su un approccio scientifico e divulgativo, rivolgendosi a un pubblico interessato a questi argomenti.

Il magazine digitale del Gruppo Unipol Changes affronta temi legati al cambiamento, all’innovazione e alla sostenibilità, con uno stile originale e coinvolgente dedicato a un pubblico ampio e si propone come un luogo di confronto e di dibattito su tematiche importante.

Ultimo esempio che citiamo nel brand journalism è Fine Dining Lovers di Sanpellegrino, un progetto editoriale dedicato agli amanti della buona cucina e dell’enogastronomia. Il magazine offre contenuti che celebrano le eccellenze del settore e alla ricchezza del nostro patrimonio culinario.

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio

Matteo Di Medio è un giornalista digitale ed esperto di content strategy. È Caporedattore di Gioco Pulito e Influent People, due delle principali testate editoriali digitali del settore, e ricopre il ruolo di Responsabile dei Contenuti presso la Linking Agency, realtà specializzata in Digital PR, SEO e Web Reputation.
Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e allo sviluppo editoriale di numerosi progetti digitali, curando la produzione e la direzione dei contenuti con un approccio orientato alla qualità e alla visibilità online.

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