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La metà delle volte l’AI sbaglia nel settore delle news

Ottobre 23, 2025

Una ricerca internazionale che ha coinvolto 22 media pubblici, inclusa la Rai, lancia un campanello d’allarme sull’affidabilità degli assistenti di Intelligenza Artificiale quando si tratta di fornire notizie. Lo studio, coordinato dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) e guidato dalla BBC, ha posto quesiti a quattro dei principali chatbot sul mercato – ChatGPT, Gemini, Perplexity e Copilot – rivelando risultati sorprendenti e preoccupanti.

Il 45% delle risposte compromette la notizia

Il dato più impressionante emerso dalla ricerca è che quasi la metà delle risposte fornite dagli assistenti AI presenta un “problema significativo” in grado di compromettere completamente l’integrità della notizia: stiamo parlando del 45% dei casi analizzati.

Se si considerano anche i problemi minori – quelli che distorcono parzialmente i fatti riportati – l’incidenza sale vertiginosamente a ben l’81%.

Questo dato conferma ciò che ormai è un fatto noto: l’Intelligenza Artificiale, addestrata su dati generati dagli umani, è intrinsecamente fallibile. Tuttavia, il grado di inaffidabilità riscontrato nell’ambito giornalistico pone serie questioni etiche e informative.

Le fonti sono il problema principale

La ricerca, condotta nei mesi di maggio e giugno con un elenco di 30 domande standard e quesiti aggiuntivi a taglio nazionale (dieci per la Rai), si è concentrata sulla capacità dell’AI di fornire risposte attendibili, aprendo il campo alla veicolazione di fake news.

È emerso chiaramente che la principale causa di errore è l’uso delle fonti. Troppe volte, i chatbot producono risposte che non sono supportate dalla fonte citata e vengono riportate senza citare alcuna fonte verificabile.

Domande semplici, come “Di dove è Elon Musk?” o complesse, come quelle relative a guerre commerciali o al numero di vittime in eventi catastrofici, hanno messo in luce la tendenza dei modelli a “allucinare” o a mescolare fatti reali con informazioni errate.

Un allarme per l’informazione giovanile

I risultati dello studio non riguardano solo la qualità dei contenuti, ma anche il futuro del rapporto di fiducia tra utenti e media.

L’uso degli assistenti AI come metodo informativo è in forte crescita. L’istituto di ricerca della Reuters riporta che il 7% di tutti gli utenti di news online li utilizza per informarsi. La percentuale cresce ogni anno, soprattutto tra le nuove generazioni, dove si registra un picco del 15% tra i giovani e giovanissimi, gli under 25.

L’abitudine di questa fascia di utenti a utilizzare l’AI come primo e, talvolta, unico riferimento informativo, di fronte a un’affidabilità così bassa, lancia un forte allarme sulla necessità che i broadcaster pubblici e le piattaforme trovino soluzioni per garantire l’integrità delle notizie nell’era degli assistenti digitali.

Redazione

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La redazione di Influent People riunisce giornalisti con lunga esperienza ed esperti di comunicazione digitale, SEO e web reputation. Li unisce un obiettivo: raccontare il sistema dell'informazione e della comunicazione con il rigore del giornalismo e la precisione del digitale.

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