La diffusione e il perfezionamento dell’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando completamente ogni settore e, soprattutto dal lato occupazionale, sta aprendo il campo ad alcune riflessioni riguardanti la graduale scomparsa di alcune professioni, sostituite dall’operatività delle macchine e degli algoritmi, come sottolineato ad esempio dalle previsioni per il mondo del cinema dove anche i registi del futuro saranno l’AI.
In questo contesto, nessuno può sentirsi al sicuro, neanche coloro che sul digitale rappresentano ormai i veri protagonisti di quest’epoca, ovvero gli influencer.
Come riportano alcuni studi, infatti, l’Influencer Marketing sta subendo una grande trasformazione, alla luce della nascita di innumerevoli Virtual Influencer che stanno prendendo il posto di persone reali, ottenendo ottime performance in termini di audience e coinvolgimento degli utenti in rete.
Il ruolo dei Virtual Influencer per i brand
Con il termine Virtual Influencer si intendono quei personaggi presenti in rete che non sono reali ma interamente creati dall’Intelligenza Artificiale e che stanno prendendo il posto dei classici influencer, venendo scelti sempre con maggiore frequenza dai brand per le proprie campagne di digital marketing.
Del resto, queste figure, a differenza delle persone reali, possono essere realizzate “tarandosi” perfettamente sulle esigenze comunicative delle aziende, con i programmatori che hanno la possibilità di creare un personaggio, impostando una precisa identità e personalità, ma anche il modo di raccontare e di muoversi, mostrando al pubblico un profilo che, pur non essendo reale, replica in modo praticamente perfetto l’essere umano in tutte le sue sfaccettature.
I Virtual Influencer hanno il compito di rispondere alle domande degli utenti, dare consigli, interagire e raccontare, migliorando l’user experience generale, esattamente come una persona in carne e ossa, ma con una disponibilità illimitata 7 giorni su 7, 24 ore su 24, con un ovvio risparmio per le aziende che decidono di affidarsi a loro.
Gli studi sui Virtual Influencer
Come detto in precedenza, i Virtual Influencer stanno avendo un grande successo per quel che riguarda le strategie di marketing per i brand, come sottolineato da diversi studi del settore dell’influencer marketing.
Il primo dato interessante riguarda il numero di questi personaggi virtuali che dal 2015 a oggi è passato da 9 a oltre 200, alcuni dei quali sono divenute delle vere e proprie star, riconosciute a livello globale, come ad esempio Lil Miquela o Shudu Gram.
Secondo Grand View Research, il mercato nel 2022 ha ottenuto un valore di oltre 3,6 miliardi di dollari ed entro il 2030 avrà un tasso medio di crescita composto pari a circa il 39%.
A livello di coinvolgimento degli utenti, una ricerca condotta da Influencer Marketing Factory ha sottolineato come i consumatori statunitensi nel 58% dei casi segua un Virtual Influencer e i motivi di tale attività sono soprattutto per i loro contenuti (27%), lo storytelling (19%) e per ispirazione (15%).
Inoltre, tra gli intervistati, coloro che più degli altri si interfacciano con queste figure per consigli sugli acquisti, sono le persone che appartengono alla fascia d’età 25-44 anni, con il 35% che ha acquistato qualcosa promosso da questi creator virtuali, confermando la tendenza che l’e-commerce è sempre più influenzato dall’AI.
Non è quindi un caso che moltissimi brand stiano facendo uso di questa tecnologia per le proprie campagne di marketing, come ad esempio Samsung, Gucci ed Epic Games.
I Paesi e i settori maggiormente coinvolti
Dovendo fare una classifica sui Paesi maggiormente interessati al mercato degli influencer virtuali, vediamo che per quel che riguarda l’audience al primo posto troviamo gli Stati Uniti, seguiti da Brasile e Russia. Fuori dal podio Turchia e Italia.
A livello di settori merceologici, i brand che stanno puntando su questi sistemi appartengono soprattutto al mercato fashion (circa 34%), intrattenimento (circa 18%) e beauty (14%). Seguono l’elettronica di consumo, il gaming e il food&beverage.
